Migranti, la beffa della “solidarietà obbligatoria" dei Paesi Ue: solo in caso di crisi e senza ripartizione

Gli Stati membri pronti ad abbandonare definitivamente la richiesta di Lega e M5s di una condivisione automatica dell'accoglienza chi sbarca in Italia

Se le trattative con l'Ue sul bilancio sono già in salita, quelle sui migranti restano in alto mare. Almeno per quanto riguarda le richieste dell'Italia. In vista delle riunione dei ministri degli Interni di venerdì, l'unico passo avanti, se tale si può definire, è la proposta dell'Austria, che ha la presidenza di turno dell'Unione europea, di introdurre una “solidarietà obbligatoria” nei confronti dei Paesi di primo ingresso. Ma solo in caso di crisi. E senza nessun “obbligo” di ripartizione dei migranti che sbarcano sulle nostre coste.

La proposta

Dato lo stallo dei negoziati, infatti, la presidenza austriaca sta cercando di ottenere almeno un minimo impegno comune. In sostanza, la proposta prevede che, in caso di una improvvisa crisi migratoria come quelle verificatesi nel 2015 e nel 2016, gli Stati membri dovranno aiutare i Paesi di primo ingresso come Italia, Grecia e Spagna. Come? O accogliendo una parte dei migranti, come vorrebbe il nostro governo, o con un contributo finanziario, come propone tra gli altri l'Ungheria di Viktor Orban.

"Superare la ripartizione automatica"

Quello che viene escluso è l'obbligo di partecipare alla ridistribuzione dei migranti. Vista l'opposizione di diversi Stati membri è necessario "superare le relocation obbligatorie", ha spiegato una fonte Ue all'Agi. Secondo la proposta della presidenza austriaca, ci saranno "altri modi" per contribuire in termini di solidarietà, come risorse finanziarie, materiale o esperti. 

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A dirla tutta, nel 2015 l'Europa era stata più solidale: l'allora governo Renzi aveva ottenuto la redistribuzione di circa 40mila richiedenti asilo oltre a una serie di sostegni finanziari dall'Ue, sia in forma di contributi alle spese, sia in forma di flessibilità sui conti. Si tratto' di un accordo temporaneo, mentre adesso l'obiettivo è di modificare il regolamento di Dublino per fare in modo che un “soccorso” del genere scatti automaticamente in futuro. Ma la ripartizione automatica dei migranti, punto centrale delle richieste di Lega e Movimento 5 stelle, sembra ormai fuori dalle discussioni dei leader dei Paesi Ue.

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