Sabato, 25 Settembre 2021
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Migranti, Ue esprime solidarietà. Ma nessun Paese si fa avanti per accogliere chi è sbarcato a Lampedusa

La Commissione: “Per salvare vite bisogna evitare le partenze”. Esclusa l'ipotesi di una missione europea di ricerca e salvataggio delle imbarcazioni in difficoltà

Da quando sono ripresi gli sbarchi di migranti provenienti dalla Libia e diretti verso le coste dell’Italia (e dunque dell’Europa) sono in corso “contatti diretti” tra Bruxelles e “le autorità italiane” e anche “con diversi Stati membri”, i quali si sono offerti di aiutare il Belpaese, “ma non abbiamo ancora registrato impegni particolari sulla ricollocazione” dei sopravvissuti alla traversata, ha detto oggi un portavoce della Commissione europea. In altre parole, l’esecutivo Ue si vuole mostrare solidale agli occhi di Roma, ma mette le mani avanti sull’indisponibilità degli altri Paesi ad accogliere almeno una parte dei migranti arrivati nelle ultime ore. Una situazione che ha innervosito il Governo italiano.

Le proposte italiane: solidarietà e aiuti alla Libia

La replica della ministra degli Interni, Luciana Lamorgese, è arrivata direttamente da un ‘palcoscenico’ della politica Ue. Durante la conferenza sul tema delle rotte migratorie organizzata oggi dalla presidenza portoghese del Consiglio Ue, la numero uno del Viminale ha chiesto “interventi strutturali” per porre fine, una volta per tutte, alla pressione eccessiva sulle coste italiane. La ministra, nel corso dell’incontro con gli omologhi europei, avrebbe chiesto meccanismi di solidarietà sulla falsariga di quello siglato a Malta nel 2019, che apre le porte ai ricollocamenti negli altri Paesi Ue dei migranti soccorsi dalle autorità di Roma e La Valletta nel Mar Mediterraneo. Una richiesta accompagnata dalle indiscrezioni riportate questa mattina sul quotidiano La Repubblica, secondo il quale è allo studio un piano di finanziamenti comunitari per aiutare il precario Governo libico a controllare i suoi confini, un po’ come già fatto dall’Ue nei confronti della Turchia.

Pochi fondi a Tripoli

“Dal 2018 a oggi sono state trasferite dall’Italia 1.273 persone” verso altri Paesi europei e “dal 2014, l'Unione europea ha stanziato circa 700 milioni di euro per sostenere la Libia”, hanno detto questa mattina i portavoce Ue. Le cifre del sostegno economico a favore di Tripoli sono minime se paragonate al piano di aiuti da sei miliardi di euro concluso cinque anni fa tra Bruxelles e Ankara.

Nessuna missione Ue di ricerca e salvataggio

Delegando agli accordi tra Stati ogni prospettiva di ricollocamento, la Commissione europea sembra più preoccupata di voler approvare al più presto il Patto Ue sull’asilo e la migrazione proposto lo scorso settembre e sul quale è in corso un acceso dibattito politico. Ma al netto della partita sulle nuove regole Ue, la commissaria agli Affari interni, Ylva Johansson, oggi ha ripetuto quello che dice da tempo. Ovvero che “salvare le vite” in mare “è sempre un obbligo non negoziabile, ma se vogliamo davvero salvare vite la cosa più importante su cui dobbiamo concentrarci è prevenire queste partenze pericolose”. L’affermazione potrebbe sembrare ovvia ai meno ferrati sul dossier migranti, ma nasconde lo scetticismo della Commissione in merito a una nuova missione di ricerca e salvataggio di imbarcazioni in difficoltà. Di cui, ancora una volta, dovranno farsene carico gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo. 

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