Eurosummit, l'Italia minaccia: "Senza solidarietà sui migranti, stop alle navi Ue nel Mediterraneo"

In vista del vertice di domani a Bruxelles, il governo gialloverde è pronto a decretare la fine della missione Sophia. Ma a preoccupare i leader è soprattutto il caos Brexit

Dopo le navi delle Ong, il governo italiano è pronto a fermare anche quelle della missione Ue Sophia nel mar Mediterraneo. A meno di non vedere progressi sulla solidarietà, che tradotto vuol dire riforma del regolamento di Dublino o comunque meccanismi automatici di redistribuzione dei migranti. E' quanto emerge a Bruxelles alla vigilia del vertice dei capi di Stato e di governo dell'Unione europea che si aprirà domani. Tra le incertezze sul futuro legate al caos nella politica del Regno Unito intorno all'accordo sulla Brexit.

Il nodo migranti

In parallelo con le difficili trattative sulla revisione della manovra economica, volte a evitare l'avvio di una procedura d'infrazione, il governo Conte minaccia di alzare la voce sul dossier migrazione. La pazienza è finita, dicono fonti vicine all'esecutivo. Si rimprovera all’Europa – nel senso di istituzioni Ue e di Stati membri – un contributo minimale ad una situazione che l’Italia è sempre stata da sola a gestire. Le relazioni bilaterali con la Libia, unite a politiche intransigenti, hanno permesso di contenere e ridurre il numero degli arrivi sulle coste della Penisola.

Ci si attendeva una meccanismo di redistribuzione che non c’è stato, da affiancare a Sophia, l’operazione militare di pattugliamento dei mari e di neutralizzazione della reti dei trafficanti. Il governo Conte ritiene che le due cose debbano essere complementari, per cui se manca la seconda parte tanto vale abolire la prima. Una posizione che il presidente del Consiglio ribadirà in questo vertice di fine anno.

Il caos Brexit

Ma più che i migranti, in cima all’agenda dei leader c'è la Brexit, per quanto poco l'Ue abbia ormai da dire e da decidere. Tutto dipende dagli sviluppi tutti interni al Regno Unito. La crisi politica in seno alla maggioranza di governo non agevola la discussione politica, e gli Stati membri lavorano ai piani d’emergenza. Si teme che la situazione possa precipitare, e che si possa arrivare a quella che viene definita “hard Brexit”, un’uscita dall’Ue senza alcun tipo di accordo.

Occhi puntati su Londra, dunque, e tutti fermi agli accordi di abbandono raggiunti a metà novembre. Condizioni che non l’Ue non intende rinegoziare. Prendere o lasciare. La stessa condizione posta dall’Italia in chiave migratoria. O i partner si attivano e si fanno carico degli sbarchi frutto di operazioni di avvistamento e salvataggio in mare, oppure le missione Ue per l’Italia potrà anche arrivare al capolinea.

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