Martedì, 22 Giugno 2021
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Seimila migranti alle porte, la Spagna invia l'esercito. L'Ue: "Rimandateli in Marocco"

L'afflusso record nell'enclave di Ceuta. Il premier Sanchez: “Riporteremo la normalità”. La presidente della commissione von der Leyen: “Servono soluzioni europee comuni”

Foto Ansa EPA/REDUAN

La Spagna sta affrontando un afflusso di immigrati irregolari senza precedenti. Quasi seimila persone sono entrate nell'enclave di Ceuta, attraverso il confine del Marocco. In tutta risposta Madrid ha inviato l'esercito a pattugliare la zona con l'Unione europea che invita il Paese a rimandarli subito indietro. Come riportano i media spagnoli, migliaia di giovani, ma anche famiglie, si sono gettati in mare per raggiungere il territorio spagnolo, senza trovare resistenza da parte delle autorità di confine marocchine. Tra quanti sono entrati irregolarmente in territorio spagnolo si stima che vi siano circa 1.500 minori, mentre un uomo sarebbe purtroppo morto nel tentativo.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, di fronte all'emergenza ha cancellato la sua prevista visita a Parigi. "La mia priorità in questo momento è riportare la normalità a Ceuta. I suoi cittadini devono sapere di avere il sostegno assoluto del governo spagnolo e la massima fermezza per garantire la loro sicurezza e difendere la loro integrità come parte del Paese di fronte a qualsiasi sfida", ha affermato Sanchez in una nota sul suo account Twitter. L'esercito, secondo i media spagnoli, è stato schierato nella zona di Tarajal, dove si concentra la maggior parte degli immigrati, che sono soprattutto marocchini. I militari hanno impiegato anche mezzi blindati sulla spiaggia, con l'obiettivo di raggruppare principalmente minorenni. L'intenzione delle autorità spagnole è quella di negoziare con il Marocco il rientro degli immigrati. Entro la giornata di ieri, ha riferito a Tve il ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska, erano stati già effettuati 1.500 rimpatri. Per accelerare le procedure, dalla Spagna sono stati inviati 150 agenti di polizia.

“È preoccupante che almeno 6.000 persone, molti di loro bambini, abbiano nuotato fino a Ceuta mettendo in pericolo la loro vita” passando via mare la frontiera tra il Marocco e la città spagnola, e “la cosa più importante ora è che il Marocco continui a impegnarsi per prevenire partenze irregolari e che coloro che non hanno il diritto di soggiorno vengano rimpatriati in modo ordinato ed efficace”. Lo ha detto la commissaria agli Affari interni, Ylva Johansson, nel corso di un dibattito in Parlamento europeo. “I confini spagnoli sono confini europei”, ha aggiunto la commissaria. “L'Unione europea - ha concluso - vuole costruire un rapporto con il Marocco basato sulla fiducia e sugli impegni condivisi e la migrazione è un elemento chiave in questo senso”. "L'Ue è solidale con Ceuta e la Spagna. Abbiamo bisogno di soluzioni europee comuni per gestire le migrazioni. Possiamo raggiungere questo obiettivo se raggiungiamo un accordo sul nuovo Patto sulla migrazione", ha scritto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter, aggiungendo che "partenariati più forti basati sulla fiducia reciproca e impegni congiunti con partner fondamentali come il Marocco sono cruciali".

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