Martedì, 19 Ottobre 2021
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“Migranti fanno sesso coi cavalli”, l'accusa del ministro indigna anche la destra polacca

Varsavia mostra un video compromettente ritrovato sullo smartphone di un richiedente asilo. Nel giro di poche ore si scopre che era un filmato vecchio e reperibile su diversi siti web

Rimane alta la tensione tra la Polonia e la Bielorussia dopo che il governo di Minsk ha permesso a migliaia di migranti in arrivo dal Medio-Oriente di passare la frontiera con il Paese Ue nella speranza di ricevere l’asilo politico. Varsavia accusa il governo bielorusso di Alexander Lukashenko di voler destabilizzare l’Unione europea dopo le sanzioni inflitte da Bruxelles. L’esecutivo polacco nelle ultime ore si è spinto oltre, ipotizzando la presenza di terroristi e criminali di vario tipo tra i richiedenti asilo. Durante una conferenza stampa, un rappresentante del governo di Varsavia ha mostrato addirittura un video di un uomo che ha un rapporto sessuale con un cavallo, spiegando che le immagini erano contenute nello smartphone di un migrante. 

La notizia ha subito indignato diversi esponenti della destra polacca che, sostenendo l’azione del governo, hanno ribadito la necessità dell’esercito al confine con la Bielorussia. Ma nelle ore successive è venuto alla luce che il video era datato e disponibile su alcuni siti internet, quindi la presunta minaccia posta dal migrante si è ridimensionata. La Commissione europea avrebbe anche espresso, tramite canali privati, il proprio disgusto per il linguaggio usato e i contenuti divulgati. Perfino il quotidiano conservatore Rzeczpospolita ha condannato i toni della conferenza stampa scelti apposta “per seminare paura, odio e fare appello agli stereotipi razzisti”.

Smentita la bufala che tra i migranti in arrivo in Polonia c’erano anche individui che praticano il sesso con gli animali, l’attenzione è tornata sul tema caldo delle violenze sui richiedenti asilo. Almeno cinque persone hanno infatti perso la vita nel tentativo di raggiungere la Polonia in circostanze ancora da chiarire. 

La commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, ha incontrato ieri sera a Varsavia il ministro dell'Interno polacco, Mariusz Kaminski, ma non ha ottenuto il permesso per gli osservatori dell’Agenzia Ue di frontiera Frontex di avere accesso al confine con la Bielorussia. Da quando è iniziata la crisi migratoria, la Polonia ha inviato migliaia di soldati al confine e ha costruito una recinzione di filo spinato lungo una parte dei 418 chilometri di frontiera fra i due Stati. 

Secondo l'Ufficio polacco della sicurezza nazionale, a partire da settembre circa 7.000 persone hanno tentato di raggiungere la Polonia illegalmente, mentre il ministro degli Interni ha dichiarato che il 95% di loro è stato respinto in Bielorussia. L’incertezza sui numeri e sulle condizioni dei migranti che sono riusciti a entrare nel Paese hanno generato forti reazioni a Bruxelles, dove si fanno sempre più pressanti le richieste di intervento da parte della Commissione europea. 

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