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Migranti, Salvini attacca Bruxelles. Ma sulla riforma di Dublino la Commissione Ue appoggia l'Italia

Al leader della Lega non sono andate giù le parole di Avramoupolos, che augura che non ci siano cambiamenti nelle politiche migratorie di Roma. Ma che chiede anche che gli altri Stati membri si facciano carico dei richiedenti asilo che arrivano nel nostro paese

“Mi auguro” che con il nuovo governo “non ci siano cambiamenti sulla linea della politica dell'immigrazione”. Mentre il resto degli Stati membri “devono contribuire a ridurre il carico sui paesi più colpiti” dai flussi, come l'Italia, e “affrettarsi” sulla riforma di Dublino, ossia il sistema europeo di accoglienza dei rifugiati. A dirlo è stato oggi a Bruxelles il commissario Ue all'Immigrazione, il greco Dimitri Avramopoulos. Parole che in altri tempi sarebbero state salutate come un sostegno di Bruxelles alle posizioni di Roma, ma che nel bel mezzo delle difficili trattative per la formazione del nuovo governo, con Lega e M5s distanti anche sui temi Ue, hanno provocato la reazione stizzita di Matteo Salvini

Tornare ai respingimenti in mare

Al leader del Carroccio, evidentemente, sarà stata riferita la mezza messa. O forse ha preferito ascoltare solo una parte delle parole del commissario, quelle sulla linea dell'Italia in tema di immigrazione. Che Salvini dice di voler cambiare: “Dall'Europa ennesima inaccettabile interferenza di non eletti. Noi abbiamo accolto e mantenuto anche troppo, ora è il momento della legalità, della sicurezza e dei respingimenti”. Il riferimento è ai respingimenti compiuti dall'allora ministro leghista Roberto Maroni, duramente criticati all'epoca dalla stessa Bruxelles, oltre che, oggi, illegali per le leggi Ue. Senza dimenticare che per quei respingimenti il nostro paese è stato condannato dalla Corte europea dei diritti umani (organo che non fa parte dell'Ue, tanto per precisare), in quanto tali pratiche violano gli obblighi internazionali. 

La riforma di Dublino

Tornando alle parole di Avramopoulos, il messaggio lanciato oggi sulla necessità e l'urgenza di riformare le regole sull'accoglienza dei richiedenti asilo è in perfetta linea con quanto chiede tutto l'arco costituzionale italiano, dal Movimento 5 stelle a Forza Italia, ossia da quello che potrebbe essere l'alleato di governo di Salvini e dal partito della coalizione con cui la Lega si è presentata alle elezioni. 

Del resto, Bruxelles è sulla stessa posizione dell'Italia: i paesi di primo approdo non possono sopportare tutto il peso burocratico e umanitario degli arrivi, ma questo va condiviso con gli altri Stati membri con regole chiare e precise. C'è già una proposta del Parlamento europeo, promossa anche da Forza Italia, che introdurrebbe modifiche normative utili a trasferire in tempi più rapidi i potenziali rifugiati verso altri paesi Ue. Cosi' come sempre il Parlamento europeo, sulla base di un testo presentato dal M5s, ha proposto nuove procedure sull'asilo che vanno nella stessa direzione. 

Su tali punti, l'Unione europea, se per Ue intendiamo Commissione e Parlamento, è al fianco delle richieste dell'Italia. Il problema, semmai, è altrove, ossia nei rapporti con gli altri paesi europei, come la Francia, che più di tutti temono una “invasione” di potenziali rifugiati e che stanno bloccando queste riforme. Tutte questioni che Salvini, fino a marzo eurodeputato di lungo corso, conosce bene. 

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