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Mercoledì, 29 Maggio 2024
La stretta / Germania

Migranti, perché la Germania sta chiudendo i confini

Il Paese ha ricevuto un numero record di domande d'asilo, ed è oggetto di flussi irregolari da Repubblica Ceca e Polonia. Quest'ultima è anche al centro di un presunto scandalo di visti in cambio di mazzette

La Germania sta pensando di chiudere i confini con la Polonia e anche con la Repubblica Ceca, ripristinando momentaneamente i controlli alla frontiera, per fermare gli ingressi irregolari di migranti nella nazione. Berlino aveva già annunciato lo stop ai ricollocamenti dall'Italia e ora con questa nuova mossa sta creando uno scontro con Varsavia. Circa 204mila persone hanno richiesto asilo in Germania nei primi otto mesi di quest'anno, il 77% in più rispetto allo stesso periodo del 2022. Seppur non sia un Paese di primo ingresso come l'Italia, la nazione è la meta preferita in Europa per i migranti, attirati dalle opportunità economiche che offre il Paese. I dati Eurostat mostrano che lì le domande d'asilo lo scorso anno sono state le più alte d'Europa, oltre 244mila, con la Francia (156mila) al secondo posto, poi la Spagna (118mila), l'Austria (109mila) e solo al quinto posto l'Italia (89mila).

No, i migranti non vogliono venire tutti in Italia

I migranti che entrano nei nostri confini e sfuggono ai controlli si spostano quasi sempre in altre nazioni e lì depositano la domanda d'asilo. Berlino accusa il nostro governo di non identificare di proposito una parte dei migranti che entrano nei nostri confini, proprio allo scopo di lasciare che scappino da altre parti del blocco, senza dover assicurare l'accoglienza. Il tema sta diventando sempre più centrale nel dibattito politico interno, con l'estrema destra di Alternativa per la Germania che sta salendo nei sondaggi puntando proprio su questo argomento.

Anche i Verdi, che fanno parte della coalizione di governo tedesca insieme ai socialisti Spd e ai liberali, hanno cambiato rotta negli ultimi tempi e chiedono misure più severe per frenare l'immigrazione. Il governo del cancelliere Olaf Scholz è quindi sotto pressione per reprimere i crescenti livelli di immigrazione irregolare, con molti richiedenti asilo che entrano nel Paese attraverso i proprio i confini polacchi ma anche cechi. I funzionari di Berlino hanno dichiarato che il governo sta discutendo con Varsavia e Praga sull'introduzione di controlli temporanei alle frontiere.

"Non voglio che la Polonia si limiti a far passare le persone per poi discutere della nostra politica di asilo", ha detto Scholz a una folla durante un comizio politico nella città bavarese di Norimberga lo scorso weekend. Il cancelliere ha poi chiesto al governo polacco di "chiarire" un presunto scandalo in cui "alcuni visti sono stati distribuiti per denaro" in Polonia. Il cancelliere si riferiva alle recenti accuse fatte dalla stampa locale secondo cui dal 2021 a oggi, alcuni funzionari degli uffici consolari polacchi sparsi nel mondo, in particolare in Africa e in Asia, avrebbero distribuito circa 350mila visti per l'accesso nell'Ue incassando oltre 5mila euro per visto.

La Polonia fa parte dell'area Schengen, questo significa che chi ottiene un visto nella nazione può poi muoversi liberamente all'interno del blocco. Il governo di Varsavia ha scritto alla commissaria agli Affari Interni dell'Unione europea, Ylva Johansson, che aveva chiesto chiarimenti, affermando che lo scandalo sarebbe un "fatto mediatico" esagerato, creato per screditare i nazionalisti al governo nella battaglia per la rielezione del mese prossimo.

Il Paese che ha fatto entrare 250mila migranti in Europa in cambio di mazzette

"La competenza del cancelliere tedesco non riguarda chiaramente il procedimento in corso in Polonia", è stata la risposta piccata del ministro degli Esteri polacco, Zbigniew Rau sulla piattaforma di social media X alle parole di Scholz. "Le dichiarazioni in questo senso indicano un tentativo di interferire negli affari interni dello Stato polacco e nella campagna elettorale in corso in Polonia", ha aggiunto Rau, facendo appello al cancelliere tedesco affinché "rispetti la sovranità della Polonia e si astenga da dichiarazioni che danneggiano le nostre relazioni reciproche".

In ogni caso il presunto scandalo dei visti gioca solo un ruolo relativamente piccolo nei più ampi flussi migratori che attraversano il confine tra le due nazioni con le frontiere tedesche con Polonia e Repubblica Ceca sono invece diventate la via preferita dai trafficanti di esseri umani. Ieri un portavoce della ministra dell'Interni tedesca, Nancy Faeser, ha dichiarato ai giornalisti che potrebbe essere necessario effettuare controlli ai due confini per reprimere le "bande criminali" che trasportano illegalmente i migranti nel Paese.

Le tensioni tra Germania e Polonia arrivano proprio nel corso della campagna elettorale polacca, con il partito polacco al governo Diritto e Giustizia (PiS), alleato in Europa di Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, che ha spesso preso di mira Berlino, chiedendo tra anche al governo tedesco di pagare le riparazioni per i danni della Seconda Guerra Mondiale, una richiesta respinta con forza dalla Germania.

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