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Un gruppo di migranti fotografata in un centro a Tripoli in una foto diffusa il 7 novembre 2017. ANSA/ ZUHAIR ABUSREWIL

Un gruppo di migranti fotografata in un centro a Tripoli in una foto diffusa il 7 novembre 2017. ANSA/ ZUHAIR ABUSREWIL

Migranti, l'Onu attacca l'Ue: "Collaborazione con Libia inumana"

Dopo le denunce e gli appelli di diverse ong internazionali contro l'accordo tra Bruxelles e Tripoli per fermare il flusso di profughi, è arrivato oggi il duro atto di accusa da parte dell'Alto commissario per i diritti umani delle Nazione Unite, il principe giordano Zeid Raad al-Hussein

La collaborazione tra l'Ue e la Libia è “inumana”. Dopo le denunce e gli appelli di diverse ong internazionali contro l'accordo tra Bruxelles e Tripoli per fermare il flusso dei migranti, è arrivato oggi il duro atto di accusa da parte dell'Onu, per voce dell'Alto commissario per i diritti umani, il principe giordano Zeid Raad al-Hussein
La politica dell'Unione europea di sostegno alla Guardia costiera libica perchè intercetti i migranti nel Mediterraneo e li riconsegni alle "terrificanti" prigioni in Libia è "inumana", ha detto Al Hussein, aggiungendo: “La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità”. Anche se non viene citata espressamente, l'atto di accusa dell'Onu riguarda in prima linea l'Italia, che attraverso il ministro degli Interni Marco Minniti ha spinto per chiudere questo accordo. 

Oxfam e Msf contro gli Stati Ue

Prima dell'Onu, erano stati in tanti tra ong e singoli esponenti della società civile a schierarsi contro il “patto” tra l'Ue e la Libia. A ottobre, l'Oxfam aveva puntato il dito contro l'Unione europea e i suoi Stati membri, "concentrati in modo sproporzionato su politiche di contenimento dei flussi di migrazione irregolare e protezione delle frontiere, con poca o nulla attenzione a soluzioni sostenibili di lungo termine". Il risultato di queste politiche, secondo l'Oxfam, è stata "una progressiva esternalizzazione delle frontiere, esplicitata con gli accordi tra Ue e Turchia, tra Italia e Libia e con Paesi africani di transito e origine dei migranti" e "una fallimentare politica di ricollocamento di rifugiati e richiedenti asilo".

"I leader europei continuano a dirci che l'Ue si fonda sul rispetto dei diritti umani, eppure hanno sostenuto politiche migratorie disumane, al solo scopo di conquistare qualche voto in più. Tradendo così i valori fondanti del progetto europeo”, ha dichiarato Elisa Bacciotti, direttrice Campagne di Oxfam Italia.

Qualche settimana prima, Medici senza frontiere aveva inviato una lettera aperta ai leader degli Stati membri e alle istituzioni dell’Unione Europea per denunciare le atroci sofferenze che le loro politiche sulla migrazione stanno alimentando in Libia'.
“Il dramma che migranti e rifugiati stanno vivendo in Libia dovrebbe scioccare la coscienza collettiva dei cittadini e dei leader dell’Europa” si legge nella lettera, firmata da Joanne Liu, presidente internazionale di Msf, e da Loris De Filippi, presidente di Msf in Italia. “La detenzione di migranti e rifugiati in Libia è vergognosa. Dobbiamo avere il coraggio di chiamarla per quello che realmente è: un’attività fiorente che lucra su rapimenti, torture ed estorsioni” continua la lettera aperta di Msf. “Le persone sono trattate come merci da sfruttare. Ammassate in stanze buie e sudicie, prive di ventilazione, costrette a vivere una sopra l’altra. Le donne vengono violentate e poi obbligate a chiamare le proprie famiglie e chiedere soldi per essere liberate. La loro disperazione è sconvolgente”.
 

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