L'altra 'Lampedusa' d'Europa: sempre più barche di migranti nella Manica

Dall'inizio dell'anno, circa 1500 persone hanno cercato di raggiungere il Regno Unito dalla Francia, ma anche da Belgio e Olanda, a bordo di imbarcazioni. Due i morti accertati finora. Ma mancano stime approfondite

Circa trecento persone, tra cui una cinquantina di bambini, intercettati solo nelle ultime settimane d'agosto dalle autorità francesi e britanniche. Un morto al largo delle coste del Belgio, con addosso un rudimentale giubbotto di salvataggio. E molti altri che, secondo le ong, sono passati inosservati ai radar delle guardie costiere o, peggio, sono annegati. In Europa non c'è solo il 'cimitero' del Mediterraneo: anche la Manica, dallo Stretto di Dover al Mare del Nord, sta diventando un simbolo della crisi migratoria. E della tragedia di chi cerca di raggiungere il Regno Unito dalle coste continentali, soprattutto della Francia.

Secondo le stime più recenti, nel 2019 le traversate della striscia di mare che separa l'Europa dall'Isola britannica sono triplicate: erano state poco meno di 500 in tutto il 2018, sono arrivare a circa 1.500 dall'inizio dell'anno. E parliamo solo delle imbarcazioni intercettate. I ministri di Francia e Regno Unito hanno deciso di intensificare le ricognizioni della guardia costiera, ma sotto accusa sono finite le politiche di contenimento dell'immigrazione dei governi di Parigi e Londra. 

Alla Francia, si contestano i metodi, ritenuti 'brutali' da diversi osservatori, da parte della polizia di frontiera a Calais. La tristemente nota 'Giungla' dove da anni si ammassano i migranti che, una volta attraversata l'Europa, cercano di raggiungere il Regno Unito, è stata smantellata. Ma le baraccopoli improvvisate continuano a costellare la costa francese che guarda alla Manica. E non solo.

C'è la rotta 'classica', quella del tunnel: i controlli, secondo i report delle autorità francesi, hanno reso più difficile per i migranti nascondersi dentro tir o furgoni. E cosi', sempre più persone cercano la strada alternativa del mare, affidandosi a delle organizzazioni di trafficanti che spesso hanno base nello stesso Regno Unito. Succede lungo lo Stretto di Dover, il tratto più corto tra Francia e Regno Unito: la distanza più breve sembrerebbe ridurre i rischi, ma in realtà questo è il tratto di mare a più alta densità di traffico marittimo d'Europa, oltre ad essere caratterizzato da forti correnti.

Per questo motivo, alcuni trafficanti hanno allargato il raggio d'azione ad altri punti della costa francese, arrivando in Belgio e persino in Olanda, in pieno Mare del Nord. E' vicino a una cittadina del Belgio, Zeebrugge, che pochi giorni fa la locale guardia costiera ha ritrovato il cadavere di un 48enne iracheno, forse caduto da una imbarcazione mentre cercava di raggiungere il Regno Unito (il secondo morto accertato nel 2019 lungo la rotta verso l'Inghilterra). Secondo la ong Piattaforma civica di sostegno ai rifugiati, ci sono segnali preoccupanti di un nuovo modus operandi dei trafficanti del "fronte del Nord" della crisi migratoria, come i numerosi furti di piccole imbarcazioni lungo la costa tra il Pas-de-Calais in Francia e l'Olanda. 

Segnali che fanno pensare a cifre più elevate di migranti che attraversano Manica e Mare del Nord rispetto a quelle ufficiali. Cifre che potrebbero nascondere anche più morti di quelli finora accertati. Stime a riguardo non ce ne sono ancora. E i governi di Francia e Regno Unito si guardano bene da andare più a fondo nella ricerca. Di sicuro, il problema comincia a superare le cronache locali, arrivando al centro del dibattito politico. 

Parigi e Londra hanno annunciato un piano per intensificare i controlli, mentre il premier britannico Boris Johnson ha avvertito trafficanti e migranti: "Per prima cosa, (attraversare la Manica, ndr) è molto pericoloso. Potreste pensare che il meteo sia favorevole, ma è una cosa molto molto pericolosa da fare. Secondo: vi rispediremo indietro". 

   

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