Dopo oltre un mese al largo, Malta fa sbarcare 400 migranti: "Lasciati soli da Stati Ue"

Erano stati soccorsi in diverse operazione per poi venire 'parcheggiati' per 40 giorni su imbarcazioni messe a disposizione dal governo. Alla fine La Valletta, anche per paura di potenziali suicidi e violenze a bordo, ha deciso di dar loro accoglienza. Ma critica la mancanza di solidarietà europea

Una delle imbarcazioni che ha ospitato i migranti al largo di Malta tra aprile e giugno

Sono rimasti al largo delle coste per circa 40 giorni, ufficialmente per questioni di sicurezza legate al coronavirus. Quasi 6 lunghe settimane nel corso delle quali il governo maltese ha cercato di ottenere l'impegno degli altri Stati Ue per la ricollocazione di almeno una parte delle persone salvate. Ma invano: alla fine, La Valletta ha ceduto alle pressioni delle organizzazioni umanitarie e ha fatto sbarcare gli oltre 400 migranti bloccati da fine aprile su quattro imbarcazioni turistiche messe a disposizione dalle stesse autorità maltesi. "Nessun Paese europeo ha accettato questi migranti nonostante i discorsi di solidarietà", ha tuonato in una nota l'esecutivo. 

Il caso, come dicevano, era iniziato a fine aprile, in piena pandemia. In seguito a diverse operazioni di salvataggio in mare, Malta si era trovata a gestire 425 migranti e, nel nome della lotta al virus, aveva preferito 'parcheggiarli' a bordo di imbarcazioni turistiche rimaste inutilizzate per via del lockdown. Per le ong, la questione sanitaria era solo una scusa: La Valletta, a loro giudizio, stava cercando solo di prendere tempo e sfruttare l'eventuale clamore internazionale per spingere i Paesi Ue a prendersi carico se non di tutti, almeno di una parte dei migranti. 

Nel frattempo, sempre secondo le denunce delle organizzazioni umanitarie, poi confermate dalle stesse autorità italiane, Malta era impegnata a respingere sotto traccia diverse imbarcazioni di migranti dirette verso le suo coste, spingendole in direzione del nostro Paese, che a sua volta aveva bloccato temporaneamento gli sbarchi. Il giochetto si era però inceppato, anche per via di alcuni reportage giornalistici. Alla fine, Italia e Malta sembrano aver fatto pace: è di queste ora la notizia che i due governi, insieme a quelli di Spagna, Grecia e Cipro, hanno inviato una lettera congiunta al resto dell'Ue per chiedere che si fissino una volta per tutte delle quote obbligatorie di accoglienza in modo che ciascun Stato Ue si prenda equo carico dei migranti salvati nel Mediterraneo. 

La richiesta non è certo nuova, ma si spera che la pandemia abbia ammorbidito le posizioni dei Paesi più contrari al ricollocamento. Speranza che per il momento sembra smentita da quanto successo proprio a Malta. Che dopo aver autorizzato lo sbarco degli oltre 400 migranti bloccati al largo, ha diramato una nota per criticare il comportamento degli Stati Ue, nessuno escluso. "Non vogliamo mettere in pericolo la vita dei migranti e dell'equipaggio, a causa della mancanza di solidarietà dimostrata dagli Stati membri dell'Unione europea in termini di ricollocazione", si legge.

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Nei giorni scorsi, alcune ong avevano denunciato che un migrante a bordo aveva tentato il suicidio, mentre altri erano in sciopero della fame. Il rischio di uno scoppio di proteste contro l'equipaggio era molto alto. Da qui, la decisione di farli attraccare. Il governo ha provato a coinvolgere direttamente la Commissione europea, che a sua volta ha chiesto ufficialmente agli altri 26 Paesi di aiutare Malta nell'accoglienza: "Nessun Paese europeo ha accettato questi migranti nonostante i discorsi di solidarietà", ha concluso amaramente La Valletta.

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