Migranti per ragioni di lavoro? 1 milione in Europa, solo 8mila in Italia

Nel 2017, appena il 4,5% dei permessi di soggiorno concessi a extracomunitari nel Belpaese era legato a motivi occupazionali. In Spagna sono stati 42mila, ben 52mila in Germania

Gli immigrati rubano il lavoro, e gli extracomunitari ancora di più. Lo pensano in molti, e alcuni su questo ritornello ci costruiscono addirittura la propria fortuna politica. E’ il caso dell’Italia, dove però, i permessi di soggiorno concessi ai cittadini di Paesi extra-Ue per ragioni di lavoro è il più basso d’Europa. I dati Eurostat mostrano come a livello generale il 32% degli oltre 3,1 milioni permessi di soggiorno rilasciati nel 2017 è legato a ragioni occupazionali, in termini assoluti poco più di 1 milione. In Italia questa soglia si ferma al 4,5%, ossia ad appena 8.409. Praticamente meno di una su dieci nella Penisola viene a chiedere lavoro, lo fanno appena quattro persone su cento.

Dei 186.786 permessi di residenza prodotti in Italia lo scorso anno riguarda in larga parte ragioni familiari, vuol dire rincongiungimenti a membri della famiglia che già hanno una vita regolare in Italia. Si tratta di 112.607 persone, o il 60,3% dei richiedenti – soprattutto albanesi, marocchini e cinesi – a cui si aggiunge un 9.6% di residenti regolari temporanei (17.963), che si trova in Italia per ragioni di studio. Dunque gli extracomunitari in Italia arrivano e restano regolarmente, ma non per rubare il lavoro come sostiene a gran voce qualcuno. La percentuale è decisamente più alta in altre grandi economie europee come Germania (circa 10%), Francia (11) e Spagna (18,5). Se da noi sono 8400 i migranti "economici", in Francia sono oltre 27mila, in Spagna 42mila e in Germania 52mila. In Polonia, poi, sono addirittura 596mila.

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Le cifre dell’istituto europeo di statistica sembrano sfatare del resto anche il mito dell’invasione, altro pezzo forte della letteratura anti-immigrazione. In termini assoluti Polonia (683.228), Germania (535.446), Regno Unito (517.000), Francia (250.175) e Spagna (231.153) garantiscono residenza a nazionali di Paesi terzi più dell’Italia, dove i numeri sono inferiori anche della metà di questi Paesi (186.786). Se poi si guardano i permessi in relazione alla densità di popolazione, l’Italia è al 23esimo posto su 28, con 3,1 ogni mille cittadini. La media comunitaria è 6,1, ma i picchi raggiungono il 23,4 a Malta e il 22,1 a Cipro.

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