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Migranti, l'Italia cambia idea: il nuovo Patto Ue non va più bene

Conte aveva accolto il testo come “un importante passo verso una politica migratoria davvero europea”. Ieri la firma di un documento con Spagna, Grecia e Malta con dure critiche a Bruxelles: “Sistema complesso e vago”

Il meccanismo di solidarietà europea del nuovo Patto sulla migrazione è “complesso e vago”. A scriverlo sono i quattro leader dei Paesi Ue mediterranei alle prese da decenni con i flussi migratori via mare. In una lettera alle istituzioni di Bruxelles, Giuseppe Conte, lo spagnolo Perdo Sanchez, il greco Kyriakos Mitsotakis e il maltese Robert Abela hanno duramente criticare il testo proposto dalla Commissione europea a fine settembre. I quattro premier, scrive El Pais, “rifiutano a viso aperto i principali punti dell’accordo proposto”. Una retromarcia per il presidente del Consiglio Conte che nel giorno della presentazione aveva definito il testo “un importante passo verso una politica migratoria davvero europea”. 

La lettera

Oggi i leader criticano il Patto, colpevole di creare squilibri che “devono essere esaminati per mettere in chiaro che un’equa distribuzione degli oneri è un fattore essenziale” della politica europea in materia di migrazione. In altre parole i mediterranei ritengono insufficiente la solidarietà tra i 27 Paesi proposta da Bruxelles per riformare la politica migratoria e hanno deciso di fare sentire le proprie ragioni con una lettere inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio europeo Charles Michel e alla cancelliera tedesca Angela Merkel, presiedente di turno del Consiglio Ue. 

I quattro leader ritengono che il principio della ricollocazione obbligatoria, ridotto a strumento residuale nel testo della Commissione, debba rimanere “il principale strumento di solidarietà” tra gli Stati membri. “Le regole di solidarietà e gli impegni di tutti gli Stati membri che ne derivano devono essere chiaramente definite. I Paesi in prima linea non possono resistere alla pressione migratoria per l'intera Unione europea”, avvertono.

Le parole di Conte e Sanchez

Nel loro incontro di ieri a Palma di Maiorca, Sanchez e Conte si sono mostrati molto critici nei confronti del documento della Commissione europea. “Non possiamo accettare che l'immigrazione non sia risolta a livello globale”, ha detto Conte. “Dobbiamo rispettare i diritti delle persone, dobbiamo combattere le mafie, ma dobbiamo anche lavorare sui meccanismi di distribuzione degli immigrati. Non può essere che un Paese, per una questione geografica, ne assuma tutto il peso”, ha spiegato il premier. “Il controllo delle frontiere tra Italia e Spagna è efficace, ma cosa facciamo con gli immigrati che rischiano di morire in mare? Il nostro documento è una proposta coraggiosa e audace che solleva un dibattito necessario”, ha aggiunto Sánchez.

La proposta Ue

La proposta di riforma della Commissione modifica il principio della distribuzione vincolante sancito nel 2015 e mai applicato a tutti i Paesi e su base irregolare. Viene sostituito da un meccanismo che si attiva solo in caso di “pressione migratoria” su un Paese. In forza del sistema di solidarietà tra Stati Ue, gli altri Paesi dovranno o accettare i richiedenti asilo, o “sponsorizzare” il rimpatrio dei migranti irregolari, oppure fornire assistenza materiale ai Paesi sotto pressione. Motivi che, per ragioni opposte, hanno visto la critica dei Paesi dell’Est, da sempre ostili all'accoglienza dei richiedenti asilo.

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