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Lunedì, 29 Novembre 2021
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In Bielorussia cominciano i rimpatri dei migranti, centinaia di iracheni tornano a Baghdad

Almeno 430 persone hanno lasciato il Paese, ma la situazione al confine orientale dell’Ue rimane tesa

Centinaia di iracheni si sono imbarcati sul primo volo di rimpatrio dalla Bielorussia. Le immagini di lunghe code all’aeroporto di Minsk confermano quanto anticipato dal ministero degli Esteri iracheno in mattinata. Nel frattempo, la “crisi” dei migranti al confine dell’Ue con la Bielorussia pare non accennare a risolversi, nonostante alcune ambigue dichiarazioni politiche e gli aiuti stanziati da Bruxelles.

Le immagini che stanno inondando Twitter in queste ore non lasciano molti dubbi: è confermata la notizia, fatta circolare nella mattinata di oggi dal ministero degli Esteri iracheno, che circa 430 persone, in larga parte curdi iracheni, stanno lasciando la Bielorussia per tornare in patria. A quanto si apprende, la decisione di imbarcarsi sul volo, diretto ad Erbil e quindi a Baghdad, è stata presa in modo volontario e senza coercizioni.

Questo avviene dopo che per settimane i migranti, circa 4mila e in prevalenza mediorientali, hanno tentato inutilmente di varcare i confini di Polonia, Lituania e Lettonia per entrare in Ue. Le forze di sicurezza polacche hanno usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua nei giorni scorsi per respingere i migranti che hanno lanciato loro pietre mentre cercavano di attraversare il valico e mentre la situazione si fa ogni giorno più complicata. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha parlato per due volte in pochi giorni con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, ma la Commissione ha negato che alcuna trattativa ufficiale sia in corso con Minsk. Nel frattempo, anche l’Estonia ha annunciato un’esercitazione militare al confine con la Bielorussia.

Le organizzazioni umanitarie hanno parlato di almeno undici morti tra le schiere di migranti su entrambi i lati del confine da quest’estate, quand’è iniziata la crisi, con il paese ex sovietico che ha iniziato a favorire i flussi come forma di arma ibrida contro l'Europa, in risposta alle sanzioni imposte da Bruxelles. Dal canto loro, sia la Bielorussia che la Russia negano di aver orchestrato la crisi e criticano l'Ue per non aver accolto queste persone, condannando parallelamente l’uso della forza da parte di Varsavia. Al momento la Commissione ha stanziato 700mila euro in aiuti umanitari per aiutare le organizzazioni e le agenzie in prima linea sul territorio, tra cui l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) e l’Organizzazione internazionale per la migrazione (Oim).

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