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"Guardia costiera libica non risponde a chiamate d’emergenza", l'ammissione di Berlino

L'Ue fa mea culpa sulla missione Sophia: "Le nostre politiche hanno reso il Mediterraneo più pericoloso per i migranti"

I telefoni squillano, ma la Guardia costiera libica non risponde. Il Governo tedesco ha ammesso “seri errori” commessi dalle autorità libiche nelle operazioni di soccorso dei migranti in mare, attività per le quali Europa e Italia hanno speso assieme oltre 46 milioni di euro destinati all’addestramento di circa 300 militari della Guardia costiera libica. Berlino conferma, in risposta a un’interrogazione parlamentare, che vi sono “difficoltà nel rintracciare per via elettronica e telefonica” il personale di soccorso” e che si sono verificati diversi problemi anche “per quanto riguarda le barriere linguistiche”.

L’utilità del progetto Aurora - finanziato con 44 milioni di euro dall’Ue e 2,23 milioni dal solo Governo italiano - viene così messo in discussione dal deputato tedesco Andrej Hunko, del gruppo politico Die Linke (La Sinistra), che ora chiede l’immediato stop ai finanziamenti. Il parlamentare critica la sospensione del meccanismo di monitoraggio del progetto durante l’estate “cioè nel periodo più critico che ha visto centinaia di morti nel Mediterraneo, poiché le navi delle Ong erano bloccate in Italia e Malta”. Questo atteggiamento, a detta del politico tedesco, dimostra che “la Guardia costiera libica non può essere un partner affidabile per il soccorso marittimo”. 

La richiesta della sinistra tedesca di chiudere il rubinetto dei finanziamenti alla Guardia costiera libica arriva in contemporanea con la rivelazione di Politico, che ha pubblicato un documento riservato della Commissione europea. Una trentina di pagine redatte dall’Eeas (Servizio europeo per l'azione esterna), nelle quali i funzionari di Bruxelles ammettono che la missione Sophia avrebbe reso più pericolosa la rotta dei migranti nel Mediterraneo per via dell’attività di sequestro delle barche di legno, sostituite dagli scafisti con quelle più economiche, ma meno sicure. Se ciò non bastasse, il giornale denuncia anche che la Commissione sarebbe a conoscenza delle relazioni tra la Guardia costiera libica e le organizzazioni criminali responsabili del traffico clandestino di vite umane tra le due sponde del Mediterraneo.

Le ammissioni di Bruxelles e quelle di Berlino dall'altra creano maggiori incertezze sulla prossima decisione di rifinanziare o meno la missione Sophia e gli altri programmi a supporto delle attività di soccorso dei migranti e di contrasto agli scafisti.

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