Venerdì, 30 Luglio 2021
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Lega: "L'Ue vuole le corsie preferenziali per i migranti gay". Pd e M5s: "Vergogna"

Il Carroccio e Fratelli d'Italia votano contro la risoluzione dell'Eurocamera in cui si dichiara l'Unione europea "zona di libertà Lgbtiq". Contestati i riferimenti a Polonia e Ungheria. E al diritto d'asilo per gli omosessuali perseguitati nei loro Paesi

Una manifestazione per i diritti Lgbtiq in Polonia

“Condanniamo tutte le forme di violenza e discriminazione fondate sul sesso o sull'orientamento sessuale delle persone", ma no " alle corsie preferenziali per migranti Lgbtq". Con queste motivazioni la Lega ha giustificato il suo voto contrario a una risoluzione dell'Eurocamera in cui si dichiara l'Unione europea "zona di libertà Lgbtiq". Una risoluzione che è una chiara presa di posizione contro le oltre 100 "zone libere da gay" istituite in Polonia, e che arriva proprio nel giorno della videoconferenza tra Matteo Salvini e il leader polacco Mateusz Morawiecki per parlare di possibili future alleanze politiche in Ue. 

Ma andiamo per ordine. La risoluzione votata oggi dal Parlamento, oltre alla dichiarazione sulla "Ue zona di libertà" per le "persone Lgbtiq", denuncia "tutte le forme di violenza e discriminazione fondate sul sesso o sull'orientamento sessuale delle persone". Nel testo che precede le dichiarazioni finali, però, come da prassi delle risoluzioni, sono contenute una serie di prese di posizione, in particolare, ma non solo, contro Polonia e Ungheria, i due Paesi Ue dove la retorica anti-gay sta suscitando le maggiori preoccupazioni. Anche perché, insieme a migranti e ong, anche l'attacco alle cosiddette teorie gender sono entrate nel bagaglio delle tesi dei leader di Varsavia e Budapest contro l'Ue. 

Nel testo, i deputati sottolineano, infatti, che le "zone esenti da Lgbtiq" in Polonia "siano parte di un contesto nazionale più ampio in cui questa comunità è soggetta a un aumento di attacchi discriminatori e, in particolare, a un odio crescente da parte delle autorità pubbliche, dei funzionari eletti (compreso l'attuale presidente), e dei media filo-governativi". I deputati disapprovano anche gli arresti degli attivisti e gli attacchi e divieti alle marce del Pride.

Anche se la Commissione ha respinto le domande di finanziamento Ue nell'ambito del suo programma di gemellaggio tra città polacche che hanno adottato tali risoluzioni, i deputati "sollecitano l'Istituzione ad andare oltre. La Commissione dovrebbe usare tutti gli strumenti, comprese le procedure di infrazione, l'articolo 7 del trattato sull'Ue, così come il regolamento adottato recentemente sulla protezione del bilancio Ue e il risetto dello Stato di diritto, al fine di porre rimedio alle violazioni dei diritti fondamentali delle persone Lgbtiq nell'Ue". Ed è proprio il collegamento con l'articolo sullo Stato di diritto la prima ragione del no della Lega al testo. Un no che fa il pari con quello di Fratelli d'Italia (che a Bruxelles è alleato del Pis, il partito di governo polacco). 

"Spiace che, come purtroppo già avvenuto in passato, Bruxelles cerchi di utilizzare un tema nobile come quello dei diritti come strumento per colpire gli avversari politici dell’attuale maggioranza in Ue: questo è un modus operandi che non possiamo condividere", scrivono in una nota le eurodeputate leghiste Annalisa Tardino, Simona Baldassarre e Isabella Tovaglieri, puntando il dito contro il riferimento "all’articolo 7" fatto, a loro giudizio, "in maniera strumentale per attaccare il popolo polacco". Le tre parlamentari, che hanno presentato una loro contro-risoluzione, citano, come dicevamo sopra, anche "i riferimenti all’immigrazione e alle corsie preferenziali per migranti Lgbtq". L'accusa è molto probabilmente rivolta al passaggio in cui il Parlamento dichiara che "il diritto di asilo è garantito dalla Carta" e "che, nel contesto del sistema europeo comune di asilo e della sua riforma, occorre garantire un'adeguata protezione dei richiedenti appartenenti a gruppi vulnerabili, tra cui le persone Lgbtiq", dal momento che in diversi Paesi del mondo i gay rischiano la pena di morte. 

Come da attese, il voto contrario della Lega e Fratelli d'Italia è stato contestato da Pd e M5s: "E' una vergogna oltre ogni limite che dimostra per l’ennesima volta il vero volto della compagine salviniana e la loro idea di Europa e di diritti”, dice il capodelegazione del Pd all'Eurocamera Brando Benifei. "Lega e Fratelli d’Italia vanno a rimorchio della peggiore destra omofoba rappresentata dai vari Orban e Kaczynski - dice Laura Ferrara del M5s - Per loro e per tutti i sovranisti europei quella di oggi è una dura sconfitta. A tutti quelli che contestano la promozione dei diritti fondamentali dei cittadini europei, oggi dovremmo indicare la porta di uscita. Non si può governare con la caccia alle streghe e promuovendo le persecuzioni delle minoranze che ricordano i tempi oscuri del secolo scorso", conclude.

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