Propone di "gasare" i migranti, la "Lega" tedesca lo licenzia

"Noi possiamo sempre sparargli dopo, non è un tema, oppure li gasiamo, come vuoi, per me è uguale": a dirlo davanti alle telecamere un portavoce dell'AfD, il partito alleato del Carroccio al Parlamento europeo. Che lo ha messo alla porta

Avrebbe proposto di "gasare" i migranti e ammesso candidamente che più la Germania entra in crisi, più il suo partito ne guadagna. Parole che sono costate il posto a Christian Lueth, portavoce al Parlamento tedesco dell'AfD (Alternative fuer Deutschland), il partito di destra alleato della Lega all'Eurocamera. 

Il licenziamento, deciso dal gruppo parlamentare dell'AfD, è di fatto una conferma indiretta che a pronunciare le frasi incriminate sia stato proprio Lueth. Il caso, infatti, era sorto in seguito a un documentario trasmesso sull'emittente ProSieben e girato lo scorso febbraio nel quale un esponente dell'AfD si lascia andare a una serie di osservazioni a proposito dell'immigrazione: "Noi possiamo sempre sparargli dopo, non è un tema, oppure li gasiamo, come vuoi, per me è uguale". L'uomo avrebbe poi aggiunto di aver più volte parlato con Alexander Gauland, ex leader dell'AfD, del fatto che "tanto peggio va la Germania, tanto meglio per l'Afd". La trasmissione non ha citato in modo esplicito Lueth ma molti media lo hanno riconosciuto e il gruppo dirigente ne ha tratto le conseguenze mettendolo alla porta. "Le dichiarazioni ascritte al signor Lueth sono totalmente inaccettabili - ha detto Gauland - e in nulla concordi con gli scopi della politica dell'Afd e del gruppo Afd in Parlamento".

Non è la prima volta che l'AfD si ritrova al centro delle accuse di razzismo e xenofobia, ma anche di negazionismo nei confronti dell'Olocausto. Nel 2017, l'installazione di un memoriale dell'Olocausto a Bornhagen, nell'est della Germania (per la precisione, la replica di quello famoso realizzato a Berlino) era stata criticata dall'esponente locale del partito, Bjorn Hocke, che lo aveva definito una "monumento della vergogna". Secondo Hocke, la Germania dovrebbe cambiare atteggiamento nel modo in cui si approccia al suo passato nazista. Dichiarazioni che hanno scatenato un putiferio. Tanto che, tempo dopo, i responsabili delle manifestazioni in memoria delle vittime dell'Olocausto nell'ex campo di concentramento di Buchenwald hanno vietato l'accesso agli esponenti dell'AfD. Anche in quel caso i leader del partito criticarono Hocke. Che però rimase al suo posto, a differenza di Lueth.

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