“I migranti ci penseranno due volte prima di imbarcarsi per l’Europa”, bufera sul nuovo piano Ue

L'Ue scommette su controlli alle frontiere e rimpatri rapidi in un testo che prevede la detenzione dei migranti in arrivo per uno "screening obbligatorio". Critiche da destra e sinistra con la Gue che parla di "deportazione" e FdI che attacca: "L'Italia sarà un campo profughi"

“Il vecchio sistema non funziona più”. Dopo mesi di rinvii la Commissione europea ha finalmente presentato il ‘Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo’ con l'obiettivo di rimpiazzare le regole di Dublino. Queste ultime sono ritenute obsolete, dunque e da abolire, dalla stessa presidente dell’esecutivo Ue Ursula von der Leyen. Ma il piano adottato oggi ha già provocato serie perplessità.

A deludere i Paesi mediterranei è l’assenza di un obbligo di ricollocazione di chi sbarca sulle coste italiane, greche, maltesi, cipriote e spagnole. L’esecutivo Ue scommette invece sulla deterrenza alle partenze e sui rimpatri, come traspare dalle parole della svedese Ylva Johansson, commissaria agli Affari interni. Quest'ultima, annunciando il piano, avverte che i migranti ritenuti privi di diritto d’asilo “saranno rimpatriati” e questo “aiuterà” le persone che vogliono raggiungere l’Europa “a pensarci due volte prima di pagare grandi somme ai trafficanti e di mettere a rischio la propria vita”.

Detenzione e rimpatri

La parola “solidarietà” nella comunicazione che accompagna la proposta viene citata 22 volte, ma per essere riferita quasi sempre all’aiuto che si devono dare tra loro i Paesi Ue e non di certo al sentimento d’accoglienza nei confronti di chi arriva. Bruxelles intende risolvere il problema del flusso di migranti irregolari e privi dei requisiti per lo status di rifugiati con un’attenta procedura di identificazione e “screening obbligatorio” da fare al “confine esterno dell’Unione europea” e che può durare anche cinque giorni. E si raccomanda “la detenzione” per evitare che i migranti senza documenti possano sparire nel nulla e darsi alla clandestinità.

 “Il confine esterno” dell’Ue “è dove l'Unione europea deve chiudere il gap tra i controlli alle frontiere esterne e le procedure di asilo e di rimpatrio”, si legge nel testo. La comunicazione - fa notare l’agenzia Adnkronos - usa un linguaggio molto cauto, attento ad evitare qualsiasi riferimento a campi destinati ad accogliere i migranti nelle zone di confine, come quello di Lesbo, sulla frontiera marittima tra Grecia e Turchia, che la Commissione si è impegnata a realizzare, insieme alle autorità greche, dopo che quello di Moria è stato distrutto da diversi incendi. Ma il basso profilo mantenuto dalla Commissione nella terminologia non ha convinto chi si oppone alla detenzione e al rimpatrio dei migranti. 

Gli attacchi da sinistra: "Fortezza Europa"

Secondo i Verdi “dalle ceneri di Moria si sarebbe potuto creare un sistema di asilo europeo sostenibile, equo e umanitario”. La Commissione, scrivono gli ambientalisti, “avrebbe potuto davvero porre fine agli hotspot e introdurre la ricollocazione immediata dei richiedenti asilo dopo la loro registrazione, l'unico modo per applicare una reale solidarietà tra gli Stati membri”. “Invece - concludono - si è piegata di fronte a Orban e consorti”. 

“È una deriva autoritaria - rincara la Sinistra Unita Gue - che pone la deportazione al centro” del “progetto disumano per la fortezza-Europa”. Il gruppo parlamentare della sinistra radicale sostiene che alla maggior parte dei richiedenti asilo “verrà ingiustamente negata la protezione” e i migranti “saranno rimpatriati nel Paese da cui erano fuggiti”. “Questa proposta è contraria alla lettera e allo spirito della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, della Convenzione di Ginevra e della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue”, tagliano corto gli eurodeputati di sinistra.

La rabbia della destra: "L'Italia sarà un campo profughi" 

Per ragioni opposte, bordate di critiche sono arrivate anche da destra. “La Commissione Ue l’ha presentata come svolta epocale per la politica migratoria e dell’asilo, a me, per essere onesti, puzza tanto di fregatura”, è stato il commento dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini. A fargli storcere il naso è soprattutto la possibilità che i migranti con scarse possibilità di ottenere la protezione internazionale restino nel Paese di primo ingresso in attesa di essere rimpatriati. “Prepariamoci a vedere l’Italia trasformarsi in un immenso campo profughi a cielo aperto”, aggiunge Procaccini.

M5s: "Serve solidarietà obbligatoria"

Più diplomatico è il commento di Laura Ferrara del Movimento 5 Stelle. “Aspettiamo di leggere i regolamenti proposti nel dettaglio - spiega in una nota - ma su una cosa saremo inflessibili: i sistemi di solidarietà introdotti devono essere in ogni circostanza obbligatori e non volontari”. “È impensabile derubricare la solidarietà alla buona volontà dei singoli Paesi, i confini italiani sono confini europei sempre e non solo in tempi di emergenza e quindi tutti i Paesi membri in maniera proporzionale devono contribuire alla gestione di questo fenomeno”, conclude la pentastellata.

L'iter legislativo

Dopo la proposta della Commissione, la palla passa ora al Parlamento europeo che si troverà di fronte alla responsabilità di concordare un testo che piaccia anche al Consiglio, dove sono rappresentati i Governi nazionali. Si rischierà altrimenti un nuovo stallo sulle regole di Dublino, il cui processo di riforma è iniziato quasi cinque anni fa per poi concludersi in un nulla di fatto. “Un nuovo inizio” è, non a caso, lo slogan scelto dalla Commissione europea per annunciare la riforma.

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