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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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L'esodo dei migranti dalla Bielorussia, in centinaia attraversano il confine della Polonia

Varsavia accusa di Minsk di scortare le persone alla frontiera: "Il più grande tentativo mai realizzato di entrare con la forza nel nostro Paese"

Sembra un vero e proprio esodo quello dei migranti che dalla Bielorussia stanno attraversando il confine della Polonia per entrare in Europa, con immagini che ricordano più scenari di civili in fuga dalla guerra che i consueti flussi migratori.  Solo nella giornata di oggi centinaia di persone, tra cui molti bambini, si sono dati appuntamento a Minsk per raggiungere il confine con la Polonia, che dista oltre 300 chilometri dalla capitale bielorussa. L'obiettivo è quello di forzare il blocco imposto dalle autorità di frontiera e poter richiedere l'asilo in Ue. Le immagini trasmesse dall'emittente polacca Tvn24 mostrano colonne di persone con zaini in spalla e sacchi a pelo premere sul lato bielorusso della frontiera, dove mentre militari e agenti di polizia sono schierati e su cui sono state erette recinzioni metalliche sormontate da filo spinato.

Secondo un'operatrice umanitaria contattata dall'agenzia di stampa Dire, da giorni circolano tra i migranti messaggi che invitano a unirsi alla "carovana". "Questa gente è disperata, molti di loro sono bloccati al gelo nella foresta da giorni. Ci chiedono di continuo aiuto per superare il confine e ottenere un visto, ma noi abbiamo le mani legate, possiamo solo fornirgli assistenza legale", spiega la donna, che ha chiesto di restare anonima in quanto, secondo le nuove leggi polacche sulla sicurezza nazionale, chi presta assistenza ai migranti rischia multe salate e persino il carcere.

L'operatrice riferisce che tra i suoi colleghi vi è il forte sospetto che "a organizzare la 'carovana della speranza' siano state le autorità bielorusse". I migranti, prosegue, ci hanno mostrato i messaggi che hanno ricevuto: sono appelli a radunarsi a Minsk per partire in gruppo verso la frontiera". A stupire gli operatori, è il fatto che questa l'iniziativa "sia ben organizzata: sono stati dati indirizzi e orari del raduno e un itinerario da seguire attraverso i boschi per raggiungere la Polonia. Ma i migranti non conoscono così bene Minsk o il territorio da potersi muovere con tale sicurezza".

Tvn24 riferisce che a guidare la carovana dei migranti ci sarebbero anche "uomini armati in uniforme". L'emittente privata cita i media indipendenti bielorussi, ma sia per Tvn24 che per altre testate polacche non è possibile verificare la notizia dal momento che dallo scorso settembre il governo ha imposto uno Stato d'emergenza al confine: un cordone di sicurezza al confine polacco profondo tre chilometri, che rende inaccessibile l'area ai civili, inclusi i giornalisti o gli operatori umanitari.

In un tweet il ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak, ha annunciato l'invio di 12mila militari dell'esercito, mentre Stanislaw Zaryn, portavoce del ministro coordinatore dei Servizi speciali, ha dichiarato: "E' iniziato il più grande tentativo mai realizzato di entrare con la forza in Polonia" e che in giornata si terrà una riunione d'urgenza per rispondere alla crisi.

"Il regime di Minsk si comporta come un trafficante di migranti, e l'Europa prenderà posizione insieme" ha detto il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, commentando le immagini e le notizie in arrivo dalla Bielorussia. Secondo l'Ue, i disordini che si sono susseguiti durante questi mesi sono causati dalle scelte del leader Alexander Lukashenko, che sta favorendo gli ingressi irregolari nel territorio europeo come forma di ritorsione contro le sanzioni imposte al Paese e che ha deciso di non accettare più i rimpatri dei migranti che sono entrati irregolarmente nel blocco attraverso i suoi confini.

Adalbert Jahnz, portavoce della Commissione europea per le migrazioni ha dichiarato durante il briefing con la stampa a Bruxelles che è essenziale che la situazione al confine venga gestita "bene" e con umanità dando l'assistenza necessaria alle persone che si trovano in stato di bisogno. Per Jahnz, questo è l'ennesimo "disperato tentativo di Aleksandr Lukashenko" di premere sull'Ue. Quest'ipotesi è condivisa anche dal portavoce per gli Affari Esteri Peter Stano, secondo cui quello a cui stiamo assistendo "fa parte dei tentativi di Lukashenko di destabilizzare l'Ue. Sono in corso incontri a vari livelli. Continuiamo il nostro approccio graduale alla Bielorussia", aggiunge. "Abbiamo sanzioni in vigore nei confronti della Bielorussia: l'Ue continua ad essere pronta a rispondere alle azioni inaccettabili del regime bielorusso", conclude Stano.

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