Migranti, bimba di 2 anni uccisa per errore dalla polizia. E ora i genitori rischiano l'espulsione

Non si placano le polemiche in Belgio dopo la morte della piccola Mawda, a cui un poliziotto ha sparato mentre era in fuga su un furgone insieme alla famiglia e ad altri migranti. Il leader dei separatisti fiamminghi dell'N-Va, partito della maggioranza, accusa il padre e la madre della vittima di essere responsabili di quanto accaduto. Organizzate diverse manifestazione di solidarietà

Se la piccola Mawda è morta, non è stata solo colpa del poliziotto che ha deciso di sparare contro la vettura su cui la piccola si trovava insieme alla famiglia, ma è anche colpa dei suoi genitori. Sta facendo discutere l'affermazione di Bart De Wever, sindaco di Anversa e leader del partito separatista fiammingo, la N-VA, sulla morte della bambina curda di soli due anni, uccisa nella notte tra il 16 e il 17 maggio, quando un poliziotto belga, durante un inseguimento, ha deciso di sparare sul furgone su cui stava scappando con la sua famiglia e una ventina di altre persone dirette clandestinamente nel Regno Unito.

Dito puntato contro i genitori

Ferita alla testa, la piccola è morta poco dopo nell’ambulanza mentre il padre e la madre erano stati arrestati. “I suoi genitori non sono solo delle vittime, devono pensare anche alle loro responsabilità”, ha affermato De Wever in una intervista al canale fiammingo VTN news. “La famiglia irachena ha fatto richiesta di asilo in Germania. Poi si è trasferita illegalmente in Inghilterra, per essere in seguito deportata nuovamente in Germania.

Alla fine dell'anno scorso, la loro richiesta di asilo era stata respinta e da allora sono stati arrestati nel nostro Paese tre volte mentre volevano tornare in Inghilterra. Sono stati persino arrestati una volta con i loro bambini in un furgone refrigerato", ha ricordato il sindaco di Anversa, per poi concludere: "Anche se la morte di un bambino può essere tragica, dobbiamo avere il coraggio di indicare la responsabilità dei genitori", aggiungendo addirittura che “parlare di queste persone come vittime non mi sembra giusto".

Le parole del leader dei separatisti sono state stigmatizzate da più parti. Il quotidiano La Libre in un editoriale ha parlato di “onore perduto” da parte del politico. Il leader dei Verdi fiamminghi all'opposizione, Kristof Calvo, ha definito in un tweet l'intervento “inumano” mentre il deputato del Ptb Raoul Hedebouw lo ha bollato come “disgustoso”. Nel Paese intanto si susseguono le manifestazioni di solidarietà verso la famiglia e contro la politica migratoria del governo.

Le proteste

Davanti al palazzo di giustizia di Bruxelles si è tenuta una manifestazione mercoledì scorso, e un'altra è prevista nel fine settimana. I genitori della piccola hanno già ricevuto un ordine di espulsione insieme all'altro figlio di 4 anni. Il governo sembra disposto a concedergli solo altri 3 mesi di tempo, ma l'avvocato sta tentando di ottenere una regolarizzazione per circostanze eccezionali, o di fare loro ottenere la protezione come vittime di tratta di esseri umani.

Tra le azioni legali, anche quella contro lo stesso De Wever e il collega di partito Theo Francken, discusso ministro per l'Immigrazione: entrambi avrebbero rivelato alla stampa elementi che fanno parte del procedimento giudiziario in corso sulla morte di Mawda. Ma entrambi non possono essere portati davanti a un giudice: godono dell'immunità parlamentare.

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