menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"La metà dei Paesi Ue non vuole più i vaccini di Moderna", la rivelazione del governo ungherese

Sedici nazioni avrebbero rinunciato alla seconda tranche di consegne perché secondo il programma dell'azienda sarebbero arrivate troppo tardi, alla fine dell'anno, e hanno quindi preferito rivolgersi ad altre fonti

Più della metà dei Paesi membri dell'Ue non vuole più i vaccini contro il coronavirus di Moderna, e ha rinunciato alle dosi aggiuntive su cui avrebbe avuto un diritto di prelazione secondo gli accordi stipulati dalla Commissione. A rivelarlo è stato il capo dello staff del primo ministro ungherese, Viktor Orbán, che ha pubblicato domenica il programma di consegna e due pagine dell'accordo di acquisto dell'Ue con l'azienda farmaceutica statunitense, come atto di trasparenza dopo che i partiti di opposizione hanno accusato il governo di non aver acquistato abbastanza vaccini occidentali.

Il ministro Gergely Gulyás ha poi confermato in un post su Facebook che il governo ungherese non ha acquistato tutte le dosi di Moderna che avrebbe potuto perché tanto sarebbero arrivate troppo tardi nel 2021, quando non sarebbero state più utili, e ha deciso di mantenere solo il suo ordine iniziale per 1,7 milioni di dosi del vaccino mRNA.

Come racconta Politico la Commissione europea ha due contratti con l'azienda farmaceutica per un totale di 460 milioni di dosi. Il primo contratto ha garantito agli Stati europei i primi 80 milioni di dosi con un'opzione per acquistarne ulteriori 80 milioni e Bruxelles ha esercitato questa opzione a dicembre. La Commissione ha poi firmato un secondo contratto a febbraio per altri 300 milioni di dosi, ma secondo il piano delle consegne questi sarebbero arrivati quando ci sarebbero già stati vaccini sufficienti da altre fonti, ha spiegato Gulyás, e l'Ungheria non avrebbe ricevuto tutti le sue 1,7 milioni di dosi fino al terzo trimestre dell'anno, per questo avrebbe preferito optare per lo Sputnik V russo e il Sinopharma cinese.

Come riporta Politico la scelta scelta di rinunciare alle nuovi dosi in arrivo a fine anno è stata fatta in tutto da altri quindici Paesi: Polonia, Romania, Belgio, Grecia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Slovacchia, Irlanda, Lituania, Slovenia, Lettonia, Estonia, Cipro, Lussemburgo e Malta. Il programma pubblicato da Budapest mostra che invece Portogallo, Austria e Croazia hanno ordinato vaccini nel secondo lotto, ma meno di quanto previsto inizialmente mentre Germania e Danimarca hanno entrambe optato per la ricarica completa. Berlino, che inizialmente ha ordinato 14 milioni di dosi, ha effettuato un secondo ordine di oltre 35 milioni; La Danimarca ha effettuato un secondo ordine di quasi 5 milioni, un aumento rispetto al primo ordine di oltre un milione.

Moderna fornirà 10 milioni di dosi nel primo trimestre del 2021, seguite da 35 milioni sia nel secondo che nel terzo trimestre, secondo l'accordo, mentre il secondo lotto di 80 milioni di dosi verrà consegnato a partire dal terzo trimestre del 2021. I primi 150 milioni di dosi del secondo contratto della Commissione arriveranno nel 2021 e il resto nel 2022. Gulyás ha accusato l'azienda di essere stata troppo lenta nelle consegne, scrivendo che l'effettivo adempimento del contratto sta "procedendo peggio" rispetto al programma originale.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

EuropaToday è in caricamento