Mes, Pd e M5s divisi anche al Parlamento Ue

Nel passaggio di una proposta della Commissione, i pentastellati sono contrari e i dem favorevoli. Terreno di scontro sono i requisiti per l’uso del fondo salva-Stati nel contesto della pandemia

Piernicola Pedicini (M5s) e Irene Tinagli (Pd)

A Bruxelles come a Roma, il Partito democratico e il Movimento 5 stelle sono ancora divisi sul Mes. L'ultima conferma del muro contro muro è arrivato nella giornata di ieri nel corso di una riunione della commissione Affari economici del Parlamento europeo. I due alleati di Governo hanno votato in modo opposto su una proposta presentata dalla Commissione europea sul Pandemic Crisis Support, le linee di credito del Meccanismo europeo di stabilità - il cosiddetto fondo salva-Stati - nate per erogare prestiti agli Stati Ue che ne fanno richiesta per affrontare spese sanitarie. La presidente della commissione parlamentare, Irene Tinagli del Pd, ha votato a favore, mentre l'eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini ha votato contro assieme ai colleghi della Lega Francesca Donato, Antonio Maria Rinaldi e Marco Zanni.

La rendicontazione delle spese

Pedicini, unico rappresentante del M5s in commissione, con il suo voto contrario ha espresso la posizione dell'intera delegazione dei Cinquestelle, fanno sapere fonti vicine al Movimento. La proposta dell’esecutivo comunitario, approvata dalla larga maggioranza della commissione parlamentare, chiede di inserire nei requisiti per le spese del Mes le spese sanitarie: se un Paese accede al fondo salva-Stati per chiedere liquidità nel contesto della pandemia, quindi accedendo alle linee di credito del Pandemic Crisis Support, deve inserire il dettaglio delle spese sanitarie nel suo reporting, una volta ottenuti i fondi. Una rendicontazione, in altre parole, delle spese sostenute con i finanziamenti Ue. 

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L'ok del Parlamento

La commissione Affari economici ha deciso di non opporsi all'atto delegato, sul quale l'Aula ha potere di veto. Con 40 voti a favore, 16 contrari e un’astensione, si è dato quindi il via libera alla proposta dell’esecutivo europeo, che andrà a interessare i Paesi che decideranno di accedere al canale di credito adattato ad hoc per far fronte alla pandemia.

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