La Germania pronta a pagare i danni alla Grecia per i crimini del nazismo

Merkel durante la visita ad Atene: “Siamo consapevoli delle nostre responsabilità storiche”. Il Parlamento ellenico ha stimato i danni in 289 miliardi di euro

Il tributo di Merkel al monumento al milite ignoto - Ansa EPA/ALEXANDROS BELTES

“La Germania si assume la responsabilità per i crimini compiuti dai nazisti in Grecia". Lo ha affermato Angela Merkel durante la sua prima visita ufficiale ad Atene dal 2014, ad un incontro con il presidente greco Prokopis Pavlopoulos, che si è svolto la settimana scorsa. Si è trattato di una dichiarazione storica che fa intedere che una diatriba che va avanti da decenni possa presto arrivare a conclusione: con il capo dello Stato la cancelliera tedesca ha affrontato il tema dei risarcimenti di guerra che Atene è tornata a chiedere alla Germania per le distruzioni causate durante l'occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale, una vecchia controversia che in Grecia è stata rilanciata in seguito alla crisi degli ultimi anni. Un speciale commissione di esperti istituita dal parlamento greco tre anni fa aveva indicato in almeno 289 miliardi di euro la cifra complessiva dei risarcimenti che Berlino dovrebbe pagare ad Atene. “Siamo consapevoli delle nostre responsabilità storiche. Sappiamo quanta sofferenza la Germania ha causato durante l'epoca nazista", ha affermato ora Merkel aprendo alla possibilità di consentire questo risarcimento, almeno in parte.

Fino ad ora il governo tedesco aveva sempre sostenuto che il tema dei risarcimenti fosse oramai un capitolo chiuso: nel 1960 la Repubblica federale aveva pagato ad Atene la somma di 115 milioni di marchi, una somma che però non comprendeva i danni alle infrastrutture, i crimini di guerra e il prestito che il Paese fu costretto a contrarre per la ricostruzione.

Inoltre, nel 1990, il trattato "2 + 4" che regolava l'assetto della riunificazione tedesca - firmato da Repubblica federale, Ddr, Francia, Urss e Usa - considerava "conclusa" la questione dei risarcimenti per la Grecia. È stato poi durante la crisi greca degli scorsi anni - con la politica di austerity di cui i greci ritengono responsabile in primis la Germania di Frau Merkel e del suo ministro alle Finanze Wolfgang Schaeuble - che il tema è tornato attuale. Atene contesta la posizione tedesca: secondo un rapporto del ministero alle Finanze greco, il debito derivante dalle somme non pagate ma dovute per le riparazioni di guerra - comprendenti le cifre spese per la ricostruzione delle infrastrutture nonché la somma derivante dai crediti obbligatori che furono estorti dagli occupanti - sarebbe ben più consistente del debito che Atene ha dovuto affrontare per i molteplici fondi di salvataggio ottenuti durante la crisi economica.

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"Le riparazioni sono un debito storico nei confronti delle vittime, ma anche delle generazioni future", ha ripetuto tempo fa il premier Alexis Tsipras, annunciando che in tempi rapidi la parola sarebbe tornata al parlamento greco. Sicuramente si tratta anche di un'efficace strumento di pressione politica, rispetto al quale forse oggi non tutti a Berlino sono insensibili. Il premier greco era tornato sull'argomento anche l'estate scorsa, quando ha ribadito che la Grecia "farà tutto il necessario a livello diplomatico e legale" per ottenere dalla Germania il pagamento dei rimborsi. Concetto in qualche modo ribadito davanti alla cancelliera, alla quale Tsipras ha ripetuto che la questione dei risarcimenti "è ancora aperta".

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