Sabato, 24 Luglio 2021
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Da Merkel a Macron, la diaspora degli ex cinquestelle in Europa

Isabella Adinolfi lascia il Movimento per aderire ai Popolari, il gruppo di Forza Italia e della cancelliera tedesca. Prima di lei, altri 5 deputati hanno lasciato i pentastellati dopo essere stati rieletti nel 2019

Militanti del Movimento 5 stelle durante l'evento di chiusura della campagna elettorale del M5s per le elezioni europee in piazza Bocca della Verità, Roma, 24 maggio 2019. ANSA/ANGELO CARCONI

Brandendo un apriscatole, l’allora candidata del Movimento 5 stelle, Isabella Adinolfi, si presentava alle elezioni europee del 2014 con la promessa di “scardinare la casta europea che è un’oligarchia mossa da lobby e interessi finanziari”. “Chi ci ha rappresentati fino ad adesso, i partiti, erano i trombati della politica - aggiungeva l’aspirante europarlamentare - e non avevano nessuna motivazione reale, se non quella di avere uno stipendio in più”. Rieletta nel 2019, Adinolfi ha lasciato questa mattina i cinquestelle per aderire al Partito popolare europeo, la famiglia Ue di Forza Italia e della Unione Cristiano-Democratica di Angela Merkel. L’addio di Adinolfi al Movimento fondato da Beppe Grillo è il sesto negli ultimi cinque mesi. Dei quattordici eletti alle ultime elezioni europee solo otto eurodeputati sono rimasti fedeli al comico genovese.

Il benvenuto

Ad accogliere a braccia aperte la nuova ex cinquestelle è stato Antonio Tajani. “Ho incontrato Isa Adinolfi e Andrea Caroppo”, ha twittato il forzista, confermando le voci che davano l’ormai ex pentastellata e l’ex leghista, entrambi eletti nella circoscrizione Italia meridionale, vicini a un ingresso nel Ppe. “Si rafforza la presenza della nostra delegazione nella grande famiglia dei popolari europei. Benvenuti!”, ha scritto il coordinatore nazionale di Forza Italia.

Gli altri ex cinquestelle

Gli altri cinque fuoriusciti dal M5s, come la neo-popolare, sono tutti eurodeputati al secondo mandato. I primi ad andarsene, a inizio dicembre 2020, sono stati Ignazio Corrao, Eleonora Evi, Rosa D’Amato e Piernicola Pedicini. La destinazione per tutti e quattro è stata la famiglia dei Verdi europei, la formazione Ue che risultava la più vicina ai programmi e alle battaglie originali del Movimento, ma che rimase a bocca asciutta nel 2014 quando, al primo ingresso dei pentastellati al Parlamento europeo, gli eletti M5s entrarono nel gruppo di Nigel Farage, considerato il padre politico della Brexit, di fianco alla destra estrema nell’emiciclo di Strasburgo. Con l’addio del Regno Unito all’Unione europea, i cinquestelle sono finiti nel limbo parlamentare dei non iscritti, che all’Eurocamera devono sottostare a un duro regolamento parlamentare che li relega a tempi di parola ridotti e poca capacità di incidere sui dossier legislativi.

Il quinto ad abbandonare il M5s in Europa è stato Marco Zullo, approdato nei liberali di Renew Europe, il gruppo nato per volontà del presidente francese, Emmanuel Macron. Negli ultimi mesi, il Movimento ha cercato di serrare le fila mostrando le carte di una trattativa con il gruppo dei Socialisti & Democratici, la famiglia Ue del Pd. Nonostante alcuni segnali di apertura, i cinquestelle sono ancora fuori dall’unico gruppo politico del quale nutrono speranza di far parte in futuro, mentre gli eurodeputati scontenti e alla seconda legislatura lasciano il Movimento alla spicciolata.

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