Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Merkel boccia il metodo Macron: no ai vaccini obbligatori

La cancelliera promette: "Non percorreremo quella strada". Ma all'obbligo, già imposto dall'Italia, potrebbe presto aggiungersi un uso più capillare del Green pass

“Non intendiamo percorrere quella strada” e “non ci sarà nessuna vaccinazione obbligatoria”. Alla cancelliera tedesca, Angela Merkel, bastano poche parole per spegnere sul nascere le polemiche in Germania sulla possibile introduzione del vaccino obbligatorio per le professioni sanitarie. Una strada invece imboccata dal presidente francese, Emmanuel Macron, che ieri ha scatenato un’ondata di critiche per aver aperto non solo all’obbligatorietà delle somministrazioni per chi lavora in ospedale o a contatto coi pazienti - una misura peraltro già applicata da mesi in Italia - ma anche per aver ventilato l’ipotesi di introduzione del Green pass per l’ingresso in ristoranti, bar, centri commerciali e sui mezzi pubblici per le tratte di lunga durata. 

Prese di posizione che questa mattina hanno costretto la Commissione europea a chiamarsi fuori per evitare di farsi trascinare nel vortice delle polemiche. “La competenza sulle campagne vaccinali è in mano agli Stati membri, quindi ogni decisione sull'obbligatorietà della vaccinazione spetta ai Governi nazionali”, ha detto Stefan de Keersmaecker, portavoce dell'esecutivo comunitario, nel corso della conferenza stampa quotidiana. Pochi minuti prima, la cancelliera aveva già chiuso a tale prospettiva. Ma la linea a favore dei vaccini del Governo di Berlino non viene assolutamente messa in discussione.

“Col vaccino - ha detto la cancelliera in conferenza stampa - non proteggete solo voi stessi ma anche le persone che amate” e si evita “il peso delle restrizioni”. “Quante più persone saranno vaccinate - ha promesso - tanto prima potremo tornare alle nostre libertà”. E dal momento che “non verrà imposta alcuna vaccinazione obbligatoria” la strategia sarà quella di “guadagnare fiducia pubblicizzando la vaccinazione e anche lasciando che il maggior numero possibile di persone nella popolazione diventi ambasciatore del vaccino in base alla propria esperienza”. “Parlate nelle famiglie, sul posto di lavoro, dappertutto e incentivate al vaccino”, ha detto Merkel. 

A sostegno dell’obbligo già imposto dall’Italia, che potrebbe aver ‘ispirato’ la Francia di Macron, si è aggiunto negli ultimi giorni l’appello dei lavoratori della sanità belga a favore delle vaccinazioni obbligatorie negli ospedali e nelle strutture sanitarie della nazione. Una richiesta che ha generato un forte dibattito a Bruxelles, sede del Governo belga ma anche delle istituzioni europee. Queste ultime, di fronte ai numeri nuovamente in crescita, si interrogano sulla necessità di convincere le persone che per ora hanno scelto di non vaccinarsi con qualche forma di incentivo o di restrizione. 

Il cosiddetto Green pass (nome ufficiale certificato Covid digitale dell’Ue) potrebbe servire a tale scopo. “Il certificato è uno strumento e raccomandiamo a tutti gli Stati membri di usarlo non solo per garantire la libertà di movimento” tra Paesi dell’Ue, “ma anche per altri possibili scopi, come per andare ai concerti, ai festival, a teatro o in ristorante”, ha detto lo scorso 30 giugno Didier Reynders, commissario europeo alla Giustizia. Un appello finora inascoltato, ma che potrebbe presto essere preso in considerazione dai capi di Governo dell’Ue.

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