Meloni contro l'Ue: “Blocca seggiolini auto anti-abbandono”. Ma è davvero così?

Prima i ritardi sul decreto attuativo, poi il 'no' della Commissione. Alla base del semaforo rosso c’è la mancata omologazione del dispositivo per quanto riguarda la compatibilità elettromagnetica

Foto ANSA-MAURIZIO BRAMBATTI

Il recente dramma della morte di un bimbo dimenticato in auto dal padre ha riaperto il dibattito su una legge approvata dal Parlamento italiano e mai entrata in vigore per via dei ritardi sul decreto attuativo, ma anche per il semaforo rosso dell’Unione europea. La legge sui seggiolini per auto “salva-bebè” avrebbe infatti reso obbligatori i dispositivi che avvisano l’automobilista del bimbo seduto sul seggiolino, con segnali simili a quelli che avvertono per altre dimenticanze. Secondo la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, l’intervento del legislatore sarebbe però rimasto lettera morta tanto per le inadempienze del ministero dei Trasporti, che non ha emanato un decreto attuativo entro i tempi limite, quanto per lo stop da parte di Bruxelles. 

Le accuse della Meloni

Meloni, intervistata da Rtl 102.5, ha fatto un appello alla neo-ministra Paola De Micheli “a scrivere questo decretino”, che secondo la leader di FdI risolverebbe la situazione. “Anche lei è una mamma quindi spero sia sensibile”, ha sottolineato. “Ho letto - prosegue Meloni - che l'Ue ha dei dubbi perché sono solo nove i bambini morti in Italia”. “Loro che fanno le leggi su qualsiasi cosa - ha quindi attaccato la politica romana - compreso sulla pizza cotta o meno al forno a legna”. “Il mio sogno - conclude la Meloni - è che noi si faccia da capofila di una normativa di questo tipo e si arrivi ad averli in dotazione. Da qualche parte bisogna partire altrimenti non ci si arriva mai”.

L'iter legislativo

La legge approvata a fine 2018 rimandava le scelte sulle caratteristiche tecniche dei dispositivi a un decreto attuativo, che ha visto la luce solo il 21 gennaio 2019, oltre 60 giorni dopo l’approvazione del testo. A questo punto la norma è stata trasmessa all’ufficio Tris, il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione europea. In caso di approvazione da Bruxelles la palla sarebbe poi passata a Roma per l’ok definitivo, ma così non è stato. 

Il motivi del parere negativo

La Commissione Ue ha infatti dato parere negativo, costringendo il Governo italiano alla completa riscrittura del decreto attuativo, in quanto qualsiasi norma nazionale volta a migliorare la sicurezza dove essere compatibile con le regole Ue in materia di mercato interno. A bloccare il provvedimento sarebbe stata la mancata compatibilità del sistema “salva-bebè” con i seggiolini omologati per bambini. La Commissione fa notare soprattutto che vanno rispettate le norme di compatibilità elettromagnetica, dal momento che i sensori che avvertono sulla presenza del bimbo sul seggiolino ricevono ed emettono onde radio per funzionare.

La proporzionalità 

Tra le osservazioni della Commissione ci sono anche dubbi sulla proporzionalità della legge rispetto ai rischi per i minori. I casi di bambini piccoli deceduti in auto sono stati infatti 9 negli ultimi vent’anni. Quest’ultima motivazione, evidenziata dalla Meloni, è dunque parte integrante di un parere negativo più ampio che pone dubbi, anzitutto, sulla compatibilità e sicurezza dei sistemi “salva-bebè” con la salute dei bambini. 

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