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Sabato, 25 Giugno 2022
Comizi 3.0 / Francia

La nuova frontiera della politica: ai comizi elettorali sotto forma di ologramma

In Francia il candidato della sinistra radicale Mélenchon ha arringato le folle in 12 città diverse, parlando di sovranità popolare e de-globalizzazione. I sondaggi lo danno al terzo posto dopo Macron e Le Pen

Jean-Luc Mélenchon, il candidato della sinistra radicale alle presidenziali francesi, ha parlato contemporaneamente a diversi comizi elettorali lo scorso martedì sera. Niente di soprannaturale tuttavia: il politico d’oltralpe non ha il dono dell’ubiquità ma ha fatto ricorso alle tecnologie digitali per proiettare il proprio ologramma su 12 diversi palchi in tutto il Paese.

Il leader 70enne de La France insoumise (“la Francia indomita”) era fisicamente a Lille, tradizionale roccaforte di sinistra nel nord della nazione, mentre altre 11 proiezioni della sua silhouette calcavano i palchi in altrettanti comizi in giro per la Francia. L’idea era di avere una replica di Mélenchon a meno di 250 chilometri da ogni cittadino all’interno dell’hexagone. Ma non è stata una prima volta: egli stesso aveva già usato questo espediente hi-tech alle scorse presidenziali del 2017, sebbene “solo” da due location (Lione e Parigi).

“Dobbiamo rompere con la monarchia presidenziale e installare la sovranità del popolo”, ha dichiarato Mélenchon durante il comizio, come riporta il Guardian, sostenendo che se eletto utilizzerà frequentemente i referendum per coinvolgere i cittadini. Il politico ha promesso di sfilare Parigi dalla Nato e rendere la Francia un Paese non-allineato, di abbandonare il nucleare, di calmierare i prezzi dei beni essenziali, di abbassare a 60 anni l’età pensionabile, di introdurre un salario minimo di 1.400 euro, di contrastare l’inquinamento e di adottare diverse misure femministe. Ha inoltre detto di voler “de-globalizzare” la Francia, producendo in casa quello che importa dall’estero.

La prima tornata elettorale si terrà domenica 10 aprile mentre l’eventuale secondo turno, con ballottaggio tra i due candidati più votati (nel caso nessuno ottenga la maggioranza assoluta) è fissato per domenica 24. Al momento, i sondaggi danno Mélenchon al terzo posto con uno stabile 16,5%, dopo il presidente in carica Emmanuel Macron (al 27% ma in discesa) e la sfidante di estrema destra Marine Le Pen (che si sta rafforzando ed è ora al 23%).

A preoccupare è però l’alta percentuale di astensionismo attesa, che secondo recenti stime potrebbe sfiorare livelli record del 30% (nel 2002 era stata del 28,4%). Stavolta, le ragioni parrebbero esserci già: una campagna elettorale sottotono a causa dello scoppio della guerra in Ucraina e l’impressione diffusa che non ci sia una posta in gioco e che esista un vincitore designato, il presidente uscente, che secondo il 66% dei francesi centrerà il bis.

Nonostante gli analisti suggeriscano il ballottaggio sarà tra gli ultimi due, il candidato della sinistra (che tenta la corsa all’Eliseo per la terza volta) ha detto che la vittoria è ancora a portata di mano, descrivendosi come una “tartaruga politica” che parte lenta ma può tagliare il traguardo prima delle lepri. Quel che è certo è che i suoi “alleati” di centro-sinistra, dai socialisti ai verdi, sono molto più indietro nei sondaggi. Mentre secondo alcuni i troppi candidati dell’area progressista rischiano di disperdere i voti a favore di Macron o della destra, pare sia ancora in funzione quel “blocco” anti-estremista che ha finora impedito ai candidati della destra radicale di salire al potere.

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