Niente segreto medico-paziente in caso di violenza domestica

Lo ha stabilito una legga approvata dal Parlamento francese che autorizza qualsiasi operatore sanitario a derogare alla riservatezza professionale quando "considera in coscienza" che la vita della vittima sia "in pericolo immediato" e che vi sia una situazione di soggiogamento o controllo

Il Parlamento francese ha approvato un disegno di legge volto a "proteggere meglio le vittime della violenza domestica" che introduce, in particolare, un'eccezione al segreto professionale tra medico e paziente in caso di "pericolo immediato". Il provvedimento è passato con voto unanime sia all'Assemblea che al Senato, secondo quanto riporta l'Agi.

Criticato nei giorni scorsi per le posizioni passate, il ministro della Giustizia, Eric Dupond-Moretti, ha dichiarato "la sua determinazione a condurre una lotta spietata contro il flagello della violenza all'interno della coppia". "Lungi dalle polemiche, l'uomo che sono e il ministro che sono appena diventato sono orgogliosi di dare il pieno e completo sostegno a un disegno di legge che è particolarmente vicino al mio cuore", ha assicurato. Il testo autorizza il medico o qualsiasi altro operatore sanitario a derogare al segreto professionale quando "considera in coscienza" che la violenza mette la vita della vittima "in pericolo immediato" e che vi sia una situazione di soggiogamento o controllo. 

In un commento pubblicato da Le Monde, la presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine delle ostetriche, Anne-Marie Curat, si è però rammaricata per la misura, ritenendo che "contribuisca alla perdita di autostima e autonomia della donna, che è obiettivo in particolare dell'uomo violento". "Nel 2019, 149 donne hanno perso la vita e altrettante famiglie sono state distrutte per sempre. Non possiamo rimanere inerti di fronte a queste tragedie umane", ha sottolineato la nuova ministra con delega all'uguaglianza di genere, Elisabeth Moreno. Dall'inizio del 2020, secondo un conteggio Afp, almeno 39 donne sono state uccise dal coniuge o dall'ex coniuge, tra cui due omicidi la scorsa settimana.

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Il testo inasprisce anche le pene per le molestie all'interno della coppia, portandole a 10 anni di prigione quando queste conducono la vittima al suicidio o al tentato suicidio. Reprime la geolocalizzazione di una persona senza il suo consenso e inserisce l'aggravante in caso di violazione del segreto di corrispondenza da parte di un coniuge o ex coniuge, per combattere meglio la "cyberviolenza coniugale".

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