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Giovedì, 18 Agosto 2022
Il caso

Etico usare foto di bambini sfruttati per spot umanitari? Il caso di Medici senza frontiere

Un gruppo di dottori e attivisti per i diritti umani accusa l'ong di trarre "profitto da immagini di sfruttamento". La replica: "Nessun lucro, ma affronteremo questo problema”

Un gruppo di medici, fotografi e attivisti per i diritti umani ha accusato l'organizzazione umanitaria internazionale Medici senza frontiere (Msf) di sfruttare le sofferenze di pazienti e bambini per ragioni di marketing, mettendo a rischio le stesse persone che l'ong assiste in tutto il mondo.

"Riteniamo che Medici Senza Frontiere abbia commissionato, pubblicato e tratto profitto da foto che mettono in pericolo e sfruttano i bambini", si legge nella lettera aperta, firmata anche da attuali ed ex dipendenti dell'organizzazione e inviata al consiglio direttivo di Msf. "Come è possibile che una fotografia completamente identificabile di una bambina di 16 anni, violentata in gruppo sotto la minaccia di una pistola, in cerca di assistenza medica presso Msf, finisca per essere pubblicata nei materiali di marketing?", scrivono medici e attivisti. Che sottolineano come la stessa Msf spieghi, nel testo di accompagnamento a una di queste foto, come "molte di queste donne sono soggette a ulteriori abusi a causa della vergogna associata alla loro aggressione. Molte vengono bandite dalle loro comunità". Il che conferma che l'organizzazione è consapevole dei rischi associati all'esposizione pubblica delle immagini. "La seconda domanda è cosa succede a queste immagini di bambini vulnerabili che vengono scattate nelle cliniche di cui sei il personale?", si legge ancora nella lettera.

Le fotografie criticate sarebbero state commercializzate per raccogliere fondi per l’organizzazione, un atteggiamento considerato non etico da coloro che hanno partecipato alla stesura della lettera. Uno dei firmatari del documento, Hassaan Zahid, che ha lavorato per l'istituzione ed è il creatore del movimento "Decolonize Msf", ha dichiarato: "L'intero modello di business di Msf si basa sulla vendita della miseria umana, che fa parte del suo patrimonio coloniale. Finché questo modello di business rimarrà invariato, continueremo a privare i pazienti della loro dignità in nome del finanziamento delle operazioni".

Un portavoce dell’organizzazione ha dichiarato che il lavoro con i fotografi è stato fatto per sensibilizzare l'opinione pubblica su crisi poco raccontate. "Msf non trae profitto dalla vendita di immagini di stock. Nella maggior parte degli accordi che abbiamo con i fotografi, c'è l'intesa che essi manterranno i diritti d'autore e potranno pubblicare o vendere le loro storie e immagini. L'obiettivo è quello di dare il più ampio risalto possibile alle crisi trascurate, insieme alle storie delle persone coinvolte, laddove queste siano consenzienti". Ma ha aggiunto: "Purtroppo alcune immagini, soprattutto quelle raccolte molto tempo fa, sono ben lontane dal soddisfare gli standard adeguati in termini di rappresentazione dignitosa dei pazienti o delle comunità. Intendiamo affrontare questo problema”.

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