May lascia, parte la corsa alla successione. E torna forte il rischio No Deal

La premier ha annunciato in lacrime le sue dimissioni il prossimo 7 giugno, il duro della Brexit Johnson favorito a prendere il suo posto. Ma il Labour di Corbyn non ci sta e chiede elezioni immediate

Foto Ansa EPA/NEIL HALL

Stremata da una battaglia che va avanti ormai da mesi contro gran parte del suo stesso partito, indebolita dal fallimento delle trattative con il Labour, Theresa May ha deciso di lasciare e ha annunciato che si dimetterà dalla guida dei Conservatori il prossimo 7 giugno. Partirà a quel punto la competizione per la successione che dovrebbe portare entro metà luglio il partito ad avere un nuovo leader che di conseguenza prenderà anche il ruolo di premier e avrà così il compito di condurre il Paese fuori dall'Unione europea. Nel frattempo sarà sempre May a guidare temporaneamente l'esecutivo.

"L'onore della mia vita"

“Lascerò il lavoro che è stato l'onore della mia vita”, ha detto in lacrime terminando il suo discorso d'addio davanti al numero 10 di Downing Street. “È e sarà sempre un motivo di profondo dispiacere per me il fatto di non essere stata in grado di portare a termine la Brexit”, ha affermato.

Johnson il favorito alla successione

Nella battaglia alla successione il favorito è il duro Boris Johnson, che se diventerà il nuovo primo ministro ha già chiarito immediatamente come la pensa: "Il Regno Unito uscirà dall'Ue il 31 ottobre, con o senza accordo”. E lo spettro del No Deal adesso si fa più probabile e in Europa lo sanno.

Europa preoccupata

"Ora entriamo in una nuova fase per quanto riguarda la Brexit, una fase che potrebbe essere molto pericolosa", ha dichiarato il premier irlandese Leo Varadkar, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto "un rapido chiarimento" sulle intenzioni del paese per quanto riguarda il divorzio. “Il governo tedesco continuerà a fare di tutto per un buon rapporto di partnership con la Gran Bretagna, per un'uscita ordinata”, ha assicurato la cancelliera Angela Merkel.

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Corbyn chiede elezioni

"La premier ha fatto bene a dimettersi, ha ammesso ciò che il Paese sa da mesi: che non può governare e non può farlo neppure il suo partito, che è diviso e che si sta disintegrando”, ha tuonato il leader laburista, Jeremy Corbyn, chiedendo “immediate elezioni politiche”. “Il Parlamento è paralizzato e i conservatori non offrono soluzioni alle altri grandi sfide”, oltre alla Brexit, “che il Paese sta affrontando”, ha poi denunciato Corbyn. In effetti chiunque sarà il leader dei conservatori dovrà assicurarsi l'appoggio degli unionisti nord irlandesi per avere una maggioranza in parlamento, e tenere unito nello stesso tempo un partito più diviso che mai. Un compito che al momento sembra impossibile per tutti.

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