Sabato, 23 Ottobre 2021
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Matrimoni con centinaia di invitati, proteste a Londra contro la comunità ebraica ortodossa

L’ultima cerimonia clandestina è stata scoperta all’interno di una scuola. I residenti dei quartieri in cui vive la comunità affermano che le feste illegali sono all’ordine del giorno

Le regole di distanziamento sociale imposte dal Governo britannico vengono sistematicamente violate nelle aree dove si concentra la comunità ebraica ultra-ortodossa londinese. È quanto emerge da vari episodi di cronaca e operazioni della polizia riprese dalla stampa britannica. Solo la scorsa settimana, nel pieno lockdown imposto dalla variante inglese del Covid-19, le forze dell’ordine hanno sorpreso 150 persone mentre partecipavano a un ricevimento matrimoniale clandestino presso la scuola femminile “Yesodey Hatorah” a Stamford Hill, nel nord della capitale inglese.

La condanna dei leader religiosi

Secondo quanto riferisce il giornale The Guardian, i rappresentanti della scuola hanno affermato di essere stati tenuti allo scuro degli organizzatori dell’evento. A condannare il gesto di irresponsabilità è stato lo stesso rabbino capo della comunità e l'Unione delle congregazioni ebraiche ortodosse del Paese. 

Pochi contatti col mondo esterno

Il Guardian riporta che a causa del protrarsi delle feste non autorizzate e in barba ai divieti sul Covid, “c'è stato un numero sproporzionato di morti tra gli ebrei ultraortodossi durante la pandemia”. Tra i fattori che contribuiscono alla diffusione del virus “vi sono le grandi famiglie intergenerazionali e le difficoltà nel trasmettere messaggi di salute pubblica ai membri della comunità che raramente interagiscono con Internet o con i media tradizionali”, sottolinea la testata britannica.

Le accuse alla polizia

Anche il giornale Metro riporta che i matrimoni illegali ai quali partecipano fino a 300 persone si svolgono “ogni giorno da mesi” a Londra, nonostante la città sia ad alto rischio di contagio. La cerimonia della settimana scorsa, prosegue Metro, “è presumibilmente solo la punta dell’iceberg”. La pubblicazione online riporta altri episodi dello stesso tipo, in uno dei quali addirittura la sposa “è risultata positiva al Covid prima del matrimonio”, mentre un fotografo che ha contratto il virus durante un’altra cerimonia per poi mettersi in viaggio “ha costretto i passeggeri di un intero volo alla quarantena”. La polizia è stata accusata di “chiudere un occhio” sui raduni di massa. Un residente delle aree più soggette alle violazioni ha ammesso: “Questi matrimoni illegali vanno avanti da 10 mesi”.

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