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Sabato, 22 Giugno 2024
L'uomo nuovo / Spagna

L'ex matador nostalgico del fascismo porta al potere gli alleati di Meloni in Spagna

Vicente Barrera è uno dei politici di punta di Vox, il partito alleato di FdI in Europa. La sua nomina a vicepresidente della Comunità valenciana salda l'asse con i moderati a cui lavora la premier italiana

Il cordone sanitario intorno ai nostalgici della dittatura di Francisco Franco in Spagna è definitivamente saltato con l'accordo tra i moderati del Pp e il partito di destra Vox per spartirsi le poltrone nelle amministrazioni regionali e comunali dopo le ultime, vittoriose elezioni locali. E tra i volti nuovi di questa alleanza, che potrebbe conquistare il governo di Madrid a fine luglio e aggiungere un altro importante tassello alla strategia di convergenza tra centristi e destra conservatrice in Europa a cui lavora Giorgia Meloni, c'è anche Vicente Barrera, un ex matador amato dagli appassionati di corrida, e adesso tra i politici emergenti di Vox.

La scalata del matador

Un tempo vicino al Pp, tanto da diventare una presenza fissa negli eventi politici dei moderati spagnoli, Barrera nel 2018 ha deciso di aderire a Vox, partito che a Bruxelles siede tra i banchi dell'Ecr, il partito conservatore guidato da Meloni. La sua scalata ai vertici di Vox è stata rapida, favorita dai guai giudiziari di Carlos Flores, il numero uno del partito a Valencia, la città in cui Barrera è nato e in cui ha iniziato la sua carriera da matador. Flores era stato condannato nel 2002 per violenze nei confronti della sua ex moglie, ma la vicenda era stata tenuta nascosta ai media. Quando Vox ha deciso di candidarlo a governatore della Comunità valenciana, un quotidiano ha scoperto della condanna. E così Barrera è diventato di colpo l'uomo di punta del partito. 

A vincere le elezioni è stato il Pp, con il 34% dei voti. Ma per governare aveva bisogno di Vox, che si è fermato al 12%. Il patto nazionale siglato tra i due partiti ha aperto la strada a Barrera per la vicepresidenza della Comunità valenciana, con tanto di delega alla cultura. Una delle cariche più importanti tra quelle ottenute dal suo partito a livello locale, se non la più importante. "È tempo di lavorare per restituire a questa terra la prosperità che merita. Sarà un onore", ha detto l'ex matador su Twitter.

Barrera può contare sui suoi buoni rapporti con i moderati: nell'ottobre 2011, quando decise di ritirarsi dalle corride, ha ricevuto dall'allora presidente del Pp valenciano Alberto Fabra una delle più alte onorificenze della Comunità, l'Alta distinzione, "come riconoscimento del suo contributo alla sopravvivenza della Fiesta de los Toros", e la sua carriera "piena di dedizione, sacrificio e successo". 

Nostalgia di Franco

Ma Barrera è anche un punto di riferimento per la destra più estrema valenciana. E questo grazie anche alle sue dichiarazioni di amore per la stagione del franchismo. "La dittatura fascista di Franco dal 1939 al 1975 vide gli spagnoli sottoposti a una repressione ideologica e fisica senza precedenti, con ben 200.000 vittime che caddero preda del 'terrore bianco' del suo regime", ricorda Euractiv. Per Barrera, invece, "la classe politica del franchismo era brillante e sicuramente la più colta e preparata che abbiamo avuto da secoli; nessuno dovrebbe vergognarsi di essere stato ministro sotto Franco, o che il padre o il nonno lo fossero", ha detto in una intervista. 

Non è un caso dunque che nell'accordo di governo, tra i 50 punti delineati ci sia l'abrogazione della legge sulla memoria storica, nata per far emergere e perseguire i crimini compiuti durante la dittatura franchista. Di contro, il nuovo governo regionale promette di approvare una serie di norme per promuovere l'identità valenciana, più sostegni alle famiglie, la lotta alla violenza domestica (ma non di genere) e il rafforzamento dei controlli nelle scuole per "far uscire l'ideologia dalle classi". Quale ideologia verrà fatta uscire non è specificato nel patto, ma difficilmente sarà quella franchista.  

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