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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Mancano i veterinari. L’appello: “Cercatene uno prima di adottare un animale”

L’intervento dei professionisti nel Regno Unito dopo che la Brexit e il Covid hanno lasciato il comparto senza lavoratori. E con l’uscita dall’Ue aumenta il carico di lavoro per certificare la sicurezza della carne

Prima di portare a casa un cane, un gatto o un altro animale domestico, trova una veterinario che abbia tempo a disposizione per offrirgli assistenza quando ne avrà bisogno. Questo l’invito rivolto dai veterinari britannici ai loro concittadini alla luce della nuova carenza di personale specializzato nelle cure degli animali che sta affrontando il Regno Unito. Dopo che la penuria di lavoratori ha colpito diversi settori essenziali, a partire da quello del trasporto merci, e meno essenziali, come il comparto degli spettacoli circensi, l’ex Paese Ue si trova ora a fare i conti con una nuova insufficienza di personale. Come negli altri casi, a giocare un ruolo anche in questa crisi professionale è la Brexit. 

L’appello riportato dal giornale britannico The Guardian arriva da parte della British veterinary association (Bva), l’associazione di categoria dei veterinari britannici, in vista del Natale, quando tante famiglie cercano un cucciolo da portare a casa. Il vicepresidente della Bva, James Russell, ha apertamente invitato i cittadini a “contattare i veterinari locali” prima di adottare un animale al fine di capire se “stanno accettando clienti in questo momento”, ma anche se hanno tempo per occuparsi dei loro amici a quattro zampe. “Questo tipo di domande vanno poste per assicurarsi che i veterinari locali siano effettivamente in grado di adempiere al loro obbligo di curare quegli animali quando ne avranno bisogno”, ha aggiunto Russell.

Il rappresentante dell’associazione di categoria si è dunque soffermato sui fattori che stanno portando il Regno Unito verso una carenza di veterinari. Russell ha evidenziato, in particolare, le nuove responsabilità per i veterinari derivanti dall’uscita dall’Ue e dal mercato unico europeo. Le aziende che esportano carne e pesce, ad esempio, sono ora costrette a chiedere ai veterinari di certificare la sicurezza di tutti i prodotti alimentari prima che questi vengano esportati verso i Paesi Ue. Mansioni che hanno tolto ai professionisti il tempo che prima potevano dedicare all’assistenza degli animali domestici. Russell ha inoltre ricordato che molti dei veterinari che fino a pochi anni fa lavoravano nel Regno Unito, in particolare quelli che esercitavano la professione nei mattatoi, provenivano dagli altri Paesi Ue. “Ora stiamo vedendo molti meno veterinari entrare nel Paese” per effetto di “una combinazione tra la Brexit e il Covid”, ha aggiunto il rappresentante della Bva.

Una spiegazione, quella di Russell, che trova riscontro negli allarmi lanciati dal settore della macellazione della carne, che lamentano la carenza di manodopera negli impianti dovuta in parte alle nuove regole che scoraggiano l’ingresso di lavoratori dall’estero. Una crisi che sta costringendo le aziende del settore a spedire le carcasse dei maiali e delle vacche appena abbattute per farle macellare in Irlanda o nei Paesi Bassi prima di riportare le carni lavorate nel Paese d’origine.

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