Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Mancano i lavoratori stranieri, e nel Regno Unito le aziende aumentano salari del 30 per cento

Dopo il trasporto su camion, Londra scopre che anche il settore della logistica dipendeva pesantemente dai magazzinieri Ue, cacciati dal Paese con la Brexit. I posti restano vacanti e le aziende alzano la voce: "Cose mai viste"

Mentre la carenza di camionisti sta paralizzando il traffico merci in Regno Unito, scatenando anche il panico tra gli automobilisti ‘assetati’ di benzina, il governo di Londra è ora costretto a intervenire su un altro fronte. Le principali aziende del settore della logistica si sono trovate costrette ad aumentare del 30% la retribuzione dei magazzinieri nella speranza di trovare lavoratori disposti a prendere i ruoli lasciati vacanti dalla manodopera dei Paesi Ue, manodopera a cui è vietato l'ingresso sull'isola a causa della Brexit. 

Gli stranieri che permettevano ai magazzini di merci nel Regno Unito di mantenere bassi i salari si sono infatti spostati nei Paesi che non chiedono loro un visto per per lavorare, come la Francia e la Germania. Il settore della logistica in tutto il Regno Unito impiega circa 200mila persone, ma i rappresentanti dell’associazione di categoria Ukwa (United Kingdom Warehousing Association) hanno ammesso ai microfoni della Reuters che mancano all’appello “decine di migliaia di lavoratori”. Di qui la necessità di aumentare i salari per cifre comprese tra il 20 e il 30%. Un incremento che probabilmente si rifletterà nei prezzi applicati ai consumatori. 

Il caos nella rete logistica britannica, ha ricordato l’agenzia di stampa britannica, si aggiunge a un picco dei prezzi del gas naturale europeo, a una carenza di autisti di camion nel periodo post-Brexit e agli effetti del Covid-19 sulla quinta economia più grande del mondo. “Onestamente, non riesco a pensare a un periodo negli ultimi 20 anni in cui le industrie del Regno Unito ad alta intensità di lavoro hanno dovuto affrontare un problema come questo”, ha dichiarato alla Reuters il dirigente di un’importante ditta rivenditrice britannica, che ha preferito mantenere l’anonimato

A preoccupare di più le associazioni di categoria, paradossalmente, sono i due periodi nei quali il settore della logistica fattura di più, cioè il Black Friday e il Natale. Il venerdì di sconti, previsto quest’anno il 26 novembre, potrebbe arrivare in un momento difficile segnato dalla carenza di lavoratori. Un mese più tardi, anche Babbo Natale rischia di fare i conti con una rete commerciale lasciata sguarnita dalla fuga dei lavoratori europei.

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