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Sabato, 2 Marzo 2024
Green deal

La 'maggioranza Ursula' si spacca: il Ppe vota contro il Piano sul Green deal

Sgambetto alla presidente della Commissione dal suo stesso partito. Popolari: "Non trasformate l'Europa in un museo a cielo aperto dell'antica gloria industriale"

Si apre lo scontro all'interno del Partito popolare europeo e della 'maggioranza Ursula'. La famiglia politica della presidente della Commissione europea questa mattina ha votato al Parlamento europeo contro la risoluzione a sostegno del Piano industriale sul Green deal presentato due settimane fa dalla stessa Ursula von der Leyen. Il Piano, pensato per rispondere ai sussidi all'industria introdotti negli Usa dall'Inflation reduction act, non ha ottenuto il sostegno del Ppe che lo considera inadeguato "ad affrontare le sfide dell'industria europea". 

"Non trasformate l'Europa in un museo a cielo aperto dell'antica gloria industriale", si legge ancora in un tweet dei popolari pubblicato subito dopo il voto che ha certificato, oltre la divisione interna al primo partito dell'Eurocamera, la spaccatura nella 'maggioranza Ursula'. Il testo è stato infatti approvato dall'Aula con 310 voti a favore, 155 contrari e 100 astenuti. Alla risoluzione è arrivato il sostegno dei Socialisti e democratici, Renew Europe e Verdi, oltre al voto di diversi esponenti degli altri gruppi politici.

Sul voto del Ppe pesano non solo le divergenze sulla politica industriale tra il partito guidato in Aula da Manfred Weber e la Commissione. Nelle ultime settimane i popolari si sono infatti opposti anche alle politiche sui migranti di von der Leyen, usando toni più da forza dell'opposizione che da architrave della maggioranza. Tra gli scenari che si potrebbero aprire dopo le prossime elezioni europee, previste nel 2024, c'è quello di un'inedita maggioranza Ue con dentro il Conservatori e riformisti europei, la famiglia politica di Fratelli d'Italia.

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Weber, ex candidato del Ppe alla guida della Commissione poi sorpassato da von der Leyen, starebbe già "trasformando il Ppe in una macchina per la campagna elettorale di Roberta Metsola", ha detto un deputato anonimo al giornale Politico indicando la presidente del Parlamento europeo come possibile candidata per la presidenza della Commissione. Metsola domani sarà in Italia, dove incontrerà il presidente Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni e i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. 

Al netto dei retroscena sugli equilibri di potere a Bruxelles, il voto del Ppe sul Piano industriale sul Green deal è anche il sintomo di un'insofferenza all'interno dei popolari per il programma di riconversione verde dell'industria voluto dalla Commissione. "Il divieto generale sui motori a combustione nell'Ue a partire dal 2035", approvato due giorni fa dal Parlamento europeo, "danneggerà la Baviera come sito industriale e i dipendenti dell'industria automobilistica. Ridurre i combustibili fossili è corretto, ma oltre alla mobilità elettrica, anche i combustibili 'verdi' e l'idrogeno offrono un grande potenziale per una mobilità climaticamente neutra", ha twittato Markus Soder, governatore della Bavaria e presidente della Csu, casa politica dei popolari bavaresi. Un messaggio in netto contrasto con la politica portata avanti a Bruxelles da von der Leyen. 

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