Mafia, il M5s striglia l’Europa ‘miope’. Bonafede: “Cooperazione giudiziaria è priorità”

Un evento organizzato dai pentastellati all’Eurocamera di Bruxelles pone l’accento sulla necessità di una legislazione Ue di contrasto a corruzione, riciclaggio e criminalità organizzata. Interviene anche il Guardasigilli

Foto ANSA/Mourad Balti Touati

“C’è una sorta di miopia di molti Paesi europei nel vedere e riconoscere le mafie nei loro territori. In Germania, Francia, Olanda e Belgio si sono registrati numerosi casi che dimostrano la presenza della mafia”. Lo ha detto l’europarlamentare del Movimento cinque stelle Sabrina Pignedoli, che oggi ha portato l’allarme sul radicamento delle organizzazioni criminali nell’Ue al Parlamento europeo di Bruxelles. Aprendo il convegno “Mafie: un problema europeo”, organizzato dalla delegazione pentastellata all’Eurocamera, la Pignedoli ha ribadito che “l’infiltrazione delle mafie nelle economie di molti Paesi europei dimostra l’urgenza di creare una legislazione antimafia a livello europeo”. 

Rete di salvataggio e norme italiane

Una reazione delle istituzioni che, prosegue l’eurodeputata, “consideriamo come una rete di salvataggio per i cittadini onesti”. “Prima si è pensato che le mafie fossero fenomeni perimetrabili in alcune zone del Sud Italia”, sottolinea Nicola Morra, anche lui presente all'evenrto,  “ma attualmente si registra il contrario: un’emergenza antimafia in territori che si pensava fossero del tutto immuni al problema”. Il presidente della commissione Antimafia, a margine dell’incontro tenutosi a Bruxelles, ha spiegato che “l'Italia ha una buona normativa antimafia, ma questo non significa che non possa e non debba esser migliorata”.

Le parole di Bonafede

Materia di approfondimento per il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che ha mandato un videomessaggio di sostegno all’iniziativa della Pignedoli. “Oggi la criminalità organizzata è capace di agire su scala globale - ha detto il Guardasigilli - il che richiede una risposta preventiva e repressiva delle istituzioni”. “Ma le mafie hanno sviluppato anche una grande capacità di adattamento”, sottolinea Bonafede, e per questo “gli Stati devono essere sempre più pronti ad accrescere il livello integrazione e collaborazione tra loro”.

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La cooperazione giudiziaria

“La cooperazione giudiziaria - ha aggiunto - deve essere una priorità strategica della Ue”. Secondo Bonafede, “la prima linea di intervento deve essere la cooperazione giudiziaria in materia penale e il mutuo riconoscimento tra Paesi membri: altrettanto importante è la cooperazione di polizia”. “Bisogna aggredire i patrimoni illeciti delle organizzazioni criminali e colpire gli interessi economici dei clan - ha concluso - in questo l'Italia può essere leader”.

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