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Venerdì, 27 Maggio 2022
La polemica

"La Madonna-trans non è un ambasciatore Ue", il Parlamento smentisce Giorgia Meloni

La leader di FdI se la prende con l'influencer Riccardo Simonetti e punta il dito contro il suo presunto 'incarico' europeo. Strasburgo: "Ruolo citato non esiste"

Dopo il vademecum sulla comunicazione della Commissione europea che invitava i funzionari a sostituire gli auguri di Natale con un più neutro "buone feste", l'Ue è di nuovo sotto l'attacco della destra italiana. Stavolta, a far scattare le polemiche è Riccardo Simonetti, influencer tedesco dalle chiare origini italiche, il quale è apparso su una copertina di una rivista Lgbt, Siegessaule, travestito da Madonna. Con tanto di barba e neonato in braccio. Ripreso dal Giornale, la copertina è subito entrata nei post (chiaramente polemici) dei politici di Lega e Fratelli d'Italia. Anche per un particolare citato dal quotidiano milanese: Simonetti sarebbe un "ambasciatore Ue per i diritti civili". 

Tanto è bastato a Giorgia Meloni per tornare a tuonare sui social mettendo di mezzo Bruxelles: "La Vergine Maria rappresentata come un trans. È così che un 'Ambasciatore speciale Ue per i diritti Lgbt' pensa di costruire un'Europa più inclusiva? Non è sbeffeggiando la religione, offendendo i fedeli o cancellando il Natale che si tutelano diritti civili. Che triste teatrino", si legge sul suo profilo Twitter.

A quanto pare, però, tra Simonetti e l'Ue non ci sarebbe nessun legame ufficiale di rappresentanza. Lo hanno spiegato all'AdnKronos fonti del Parlamento, che hanno sottolineato come l'influencer tedesco non è un "ambasciatore" dell'Ue presso la comunità Lgbt anche perché una carica simile semplicemente "non esiste". Simonetti è invece, come molti altri influencer, una persona con cui il Parlamento collabora, in ragione della sua popolarità nelle comunità di riferimento, per informare la comunità Lgbt sulle proprie attività. In pratica, il Parlamento gli gira le informazioni e lui ne fa l'uso che crede. "La collaborazione con gli influencer - spiega all'Adnkronos un portavoce del Parlamento europeo - incluso Simonetti, fa parte della strategia di comunicazione del Parlamento europeo. Raggiungere gli influencer e le personalità dei social media permette al Parlamento di raggiungere un pubblico che include, ma non solo, i giovani. In questo caso specifico il dialogo con il Parlamento europeo permette di informare questo influencer e, attraverso di lui, la sua comunità sulle posizioni approvate in plenaria dal Parlamento europeo riguardo ai diritti delle persone Lgbtiq+".

Ma, prosegue il portavoce, "attenzione, non esiste uno statuto di 'goodwilll ambassador del Parlamento europeo'. Non c'è nemmeno un accordo formale di questa natura con Riccardo Simonetti, né è remunerato in alcun modo da noi. Il Parlamento europeo non sottoscrive le opinioni personali, i post o gli articoli del signor Simonetti. I Social Media Team del Parlamento europeo, anche negli uffici di collegamento del Parlamento (in questo caso l'ufficio di Berlino, ndr), sono in contatto con diversi influencer su una vasta gamma di argomenti, tra cui Riccardo Simonetti. L'obiettivo è quello di entrare in contatto con i Content Creator in modo che questi condividano il lavoro del Pe e dell'Ue sui loro profili e con le loro comunità", conclude il portavoce. 

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