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Lunedì, 8 Agosto 2022
Eliseo / Francia

Macron e il nuovo mandato in salita. Con "vista" a sinistra

Il presidente comincia ufficialmente il suo secondo incarico, e guarda già alle legislative di giugno. Che potrebbero constringerlo a venire a patti con il fronte progressista

I 21 colpi di cannone sparati dall'Hotel des Invalides, dall'altra parte della Senna rispetto all'Eliseo, hanno comunicato ai parigini che il secondo mandato di Emmanuel Macron da presidente della Repubblica ha avuto ufficialmente inizio. E stando all'aria che tira nel Paese già dal giorno dopo il primo turno delle presidenziali, l'impressione è che per il leader transalpino sarà un inizio in salita. A giugno si aprono infatti le urne per eleggere il nuovo Parlamento. E Macron potrebbe ritrovarsi senza una maggioranza a sostegno. 

Che il rischio sia concreto lo si è capito anche ascoltando il discorso di investitura del presidente: "Il popolo francese non ha prolungato il mandato che avevo conquistato: è un popolo nuovo, diverso da quello di cinque anni fa, ha dato la fiducia ad un presidente nuovo, con un nuovo mandato", ha detto. Il che sembra aprire, come del resto già aveva fatto all'indomani del ballottaggio, a una nuova maggioranza. Molto probabilmente con svolta a sinistra, dove il perno è quel Jean-Luc Mélenchon, accusato fino a poco tempo fa da Macron di populismo euroscettico. "I francesi hanno scelto un progetto chiaro, europeista, repubblicano per il progresso", ha detto il capo dell'Eliseo in un passaggio che sa di avvertimento per le forse inevitabili trattative con il leader della sinistra radicale per la formazione del nuovo governo.

Mélenchon, giunto terzo al primo turno delle presidenziali non molto lontano da Marine Le Pen, lo ha chiarito da settimane: il leader de La France insoumise vuole il posto di premier. E le mosse politiche fatte finora stanno rafforzando le sue mire. Prima, il sostegno indiretto a Macron nel ballottaggio, che è risultato indispensabile per la rielezione del presidente. Poi, la saldatura a sinistra con socialisti, comunisti e verdi raggiunta mercoledì per creare un fronte comune per le legislative di giugno.

Dopo gli ecologisti e i comunisti, il Partito socialista di François Hollande, ex presidente della Repubblica, membro della maggioranza che ha sostenuto il "primo" Macron, ha annunciato, nonostante le divisioni interne, di aderire alla "nuova unione popolare ecologica e sociale" guidata da La France insoumise di Mélenchon. Al primo turno delle presidenziali, i quattro partiti insieme, hanno ottenuto oltre il 30 per cento dei voti. 

Con questi numeri, la sinistra spera di ottenere una maggioranza tra i 577 deputati dell'Assemblea Nazionale e di mettere un freno alle politiche del presidente centrista liberale, rieletto il 24 aprile per un secondo mandato di cinque anni contro la candidata di estrema destra Marine Le Pen. "Vogliamo eleggere deputati in una maggioranza di circoscrizioni, per impedire che Emmanuel Macron continui la sua politica ingiusta e brutale e per sconfiggere l'estrema destra", hanno detto le due formazioni in un comunicato congiunto.

Secondo un sondaggio condotto da Harris Interactive tra il 29 aprile al 2 maggio, una coalizione formata da Ps, ecologisti, Lfi e il Partito Comunista Francese potrebbe ottenere il 33 per cento dei voti (o 1-2 per cento nel caso in cui il Nuovo Partito Anticapitalista dovesse unirsi alla sinistra unificata). Il partito presidenziale otterrebbe il 24 per cento, o il 33 per cento in caso di una coalizione con i partiti di destra Le (Les Républicains) e Udi (Union des démocrates et independants). Mentre Rassemblement National, il partito di Marine Le Pen, avrebbe il 23 per cento dei voti (o il 30 per cento nel caso attualmente improbabile di una coalizione con il partito di Éric Zemmour e quello di Nicolas Dupont-Aignan).

Dinanzi a questi sondaggi, Macron sta cercando di recuperare più terreno possibile, anche solo per non ritrovarsi con le armi spuntate quando si tratterà di negoziare programma e nomi del nuovo governo. Nel suo dicorso di investitura ha citato la parola "rinascimento", che in francese si traduce con "Renaissance", ossia il nome con cui pochi giorni fa Macron ha ribattezzato il suo movimento En Marche: Renaissance vuole essere un "partito popolare che vuole essere aperto" per "fare sempre la scelta dell'illuminismo contro l'oscurantismo", ha detto il suo delegato generale Stanislas Guerini giovedì.

Per il Telegraph, questo "rebranding" mira a "rinfrescare l'immagine" del partito e, avendo già utilizzato questo nome durante sua campagna per le elezioni europee del 2019, l'obiettivo è quello di "presentare le elezioni legislative come una battaglia per o contro l'Unione europea", date anche le posioni euroscettiche di Mélenchon. Anche l'estrema destra, spiega France24, sta valutando un'alleanza per rafforzare le sue possibilità, ma le discussioni finora sono state frenate da lotte interne.

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