Macron apre ad Albania e Macedonia nell'Ue: "Se rapporto Commissione è positivo..."

Dopo le modifiche di Bruxelles alle norme sull'allargamento, il presidente francese attende adesso la verifica di Bruxelles sui progressi delle riforme di Tirana e Skopje. A marzo potrebbe essere dato il via ai negoziati finali per l'adesione

Il presidente francese Emmanuel Macron

A maggio, Bruxelles potrebbe dare il via definitivo ai negoziati per l'ingresso dell'Albania e della Macedonia del Nord nell'Unione europea. Il presidente francese Emmanuel Macron, che lo scorso ottobre aveva bloccato il processo lamentando carenze nelle norme Ue sull'allargamento, sembra avere aperto le porte ai due Paesi dei Balcani. "Stiamo aspettando il rapporto" della Commissione europea sui progressi nelle riforme di Tirana e Skopje, ha detto il capo dell'Eliseo, e "se i risultati saranno positivi dovremmo poter aprire i negoziati", ha aggiunto. 

Le paure per Russia e Cina

Sui progressi di Albania e Macedonia del Nord dovrebbero esserci pochi dubbi, dal momento che già l'anno scorso Bruxelles aveva valutato positivamente i percorsi di riforma dei due Stati, tanto da aver proposto l'avvio dei negoziati. Avvio poi saltato per l'opposizione di Macron come dicevamo. Una scelta che non era stata gradita né da Bruxelles, né da Paesi di peso come Germania e Italia. Sui Balcani occidentali, infatti, gravano le influenze di Russia e Cina: oltre a Tirana e Skopje, ci sono anche Serbia, Kosovo, Montenegro e Bosnia, che pero' hanno percorsi più lunghi (e totruosi) da affrontare. 

Ecco perché l'Ue vuole accelerare almeno su Albania e Macedonia del Nord. Insieme alla Francia, anche Danimarca e Paesi Bassi dovrebbero rimuovere il loro veto. La conferma dovrebbe arrivare, dopo la presentazione del report della Commissione, a maggio, nel corso del Vertice Ue di Zagabria. 

Le nuove regole sull'allargamento

A pesare sull'inversione di marcia di Parigi potrebbe essere stata la riforma delle regole europee sull'allargamento avanzata pochi giorni fa da Bruxelles: il testo prevede più paletti sulle riforme e sullo Stato di diritto, e soprattutto una maggiore ruolo dei singoli Paesi membri nel valutare il rispetto degli impegni da parte degli Stati candidati. Nella pratica, un Paese membro, in base alle nuove regole, potrebbe sospendere il processo di allargamento se ritiene che lo Stato candidato sia venuto meno ai suoi impegni. 

In cambio di questi nuovi paletti, la Commissione ha fatto intendere che aumenterà il livello di investimenti a favore dei Balcani occidentali: "La Commissione mantiene fermamente le sue raccomandazioni di avviare negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e l'Albania e fornirà prossimamente un aggiornamento sui progressi compiuti da questi due Paesi - ha detto nel presentare la riforma il commissario per il Vicinato e l'allargamento, Oliver Varhelyi - Inoltre, proporremo nei prossimi mesi un piano di sviluppo dell'economia e degli investimenti per la regione". 

Ma vediamo punto per punto la proposta Ue.

Rafforzare il processo di adesione 

Un processo più credibile: il processo di adesione deve poggiare su solide basi di fiducia reciproca e impegni chiari da parte dell'Unione europea e dei Balcani occidentali. Per rafforzare la credibilità ci si dovrebbe concentrare ancora di più sulle riforme fondamentali, in primo luogo lo Stato di diritto, il funzionamento delle istituzioni democratiche e della pubblica amministrazione e l'economia dei Paesi candidati. Una volta che i paesi partner abbiano soddisfatto i criteri oggettivi, gli Stati membri converranno di passare alla fase successiva del processo, rispettando l'approccio basato sul merito.

Un orientamento politico più forte: la natura politica del processo di adesione richiede un orientamento politico più forte e un impegno ai massimi livelli. La Commissione propone di aumentare le opportunità di dialogo politico e strategico ad alto livello attraverso vertici periodici Ue-Balcani occidentali e contatti ministeriali più intensi. Gli Stati membri dovrebbero inoltre essere coinvolti in modo più sistematico nel monitoraggio e nel riesame del processo. Tutti gli organi istituiti a norma degli accordi di stabilizzazione e di associazione si concentreranno maggiormente sulle questioni e sulle riforme politiche fondamentali, mentre le conferenze intergovernative imprimeranno ai negoziati un orientamento politico più forte.

Un processo più dinamico: per infondere maggiore dinamismo al processo negoziale, la Commissione propone di riunire i capitoli di negoziato in sei gruppi tematici: questioni fondamentali; mercato interno; competitività e crescita inclusiva; agenda verde e connettività sostenibile; risorse, agricoltura e coesione; relazioni esterne. I negoziati su ciascun gruppo saranno avviati globalmente, una volta soddisfatti i parametri di riferimento per l'apertura, anziché sulla base dei singoli capitoli. I negoziati sulle questioni fondamentali saranno avviati per primi e chiusi per ultimi, e i progressi compiuti in questi ambiti determineranno il ritmo generale dei negoziati. Il periodo che intercorre fra l'apertura di un gruppo e la chiusura dei singoli capitoli dovrebbe essere limitato, riducendolo preferibilmente a un anno in funzione dei progressi delle riforme.

Un processo più prevedibile: la Commissione fornirà indicazioni più chiare su quello che l'Ue si aspetta dai paesi dell'allargamento nelle diverse fasi del processo, specificando le conseguenze positive che possono derivare dai progressi in materia di riforme e le conseguenze negative della mancanza di progressi.

Le riforme

Per incoraggiare l'attuazione delle riforme più impegnative, la Commissione definirà con maggior precisione le condizioni fissate perché i candidati possano progredire e offrirà incentivi chiari e tangibili che interessino direttamente i cittadini. Gli incentivi potrebbero comprendere l'integrazione accelerata e l'inserimento graduale nelle politiche, nel mercato e nei programmi dell'Ue, garantendo la parità di condizioni, nonché maggiori finanziamenti e investimenti. Più i candidati progrediscono sul fronte delle riforme, più avanzeranno nel processo. Analogamente, la Commissione propone misure più decisive che sanzionino proporzionalmente qualsiasi stallo o regresso grave o prolungato nell'attuazione delle riforme e nel rispetto dei requisiti del processo di adesione. I negoziati potrebbero essere sospesi in determinati settori o, nei casi più gravi, nel loro complesso, e i capitoli già chiusi potrebbero essere riaperti. I vantaggi di una più stretta integrazione, come l'accesso ai programmi dell'UE, potrebbero essere sospesi o ritirati, e l'entità e l'intensità dei finanziamenti UE potrebbero essere riviste al ribasso.

Prossime tappe

La Commissione si augura che gli Stati membri approvino la proposta, contestualmente all'avvio dei negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e l'Albania, in previsione del vertice Unione europea-Balcani occidentali che si terrà a Zagabria il 6 e 7 maggio. In vista del vertice, la Commissione rifletterà su come promuovere gli investimenti, l'integrazione socioeconomica e lo Stato di diritto nella regione dei Balcani occidentali.

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