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Giovedì, 27 Gennaio 2022
La pandemia / Austria

Il long Covid dei bambini: il caso di Sophie, che a 8 anni fa fatica a camminare

Colpita dalla malattia nel febbraio 2020, la piccola continua ad avere vertigini e problemi di deambulazione

Per molto tempo, i bambini sono stati considerati quasi immuni dal Covid, ma adesso ci si è resi conto che purtroppo le cose non stanno esattamente così. E che anche per loro c'è il rischio di venire affetti dal cosiddetto "long Covid". È il caso di Sophie, bambina austriaca di 8 anni, che dal febbraio 2020 convive con gli effetti del coronavirus. A distanza di quasi un anno camminare è ancora difficile per lei.

I sintomi sono apparsi qualche settimana dopo aver contratto la malattia, sintomi talmente gravi da rendere la vita della bambina un inferno, impedendole di camminare. "Quando è iniziato, non ho potuto camminare da marzo a giugno perché mi girava la testa. Vertigini, mal di testa, male vunque. Ora, a settembre, le contrazioni muscolari", racconta Sophie a Rtl News. La piccola adesso frequenta un centro di riabilitazione a Bad Erlach, in Austria dove per lei sono in programma terapie sportive leggere ed esercizi di respirazione. "La nostra vita quotidiana è cambiata molto da allora. Le cose di tutti i giorni, come andare a scuola, fare la spesa, guidare la macchina, sono complicatissime per lei perché ci sono troppi stimoli e le vengono le vertigini o, nel peggiore dei casi, una crisi", racconta la madre.

La questione degli effetti a lungo termine del Covid-19 è sempre più al centro delle ricerche degli esperti. La comunità scientifica sta ancora studiando il fenomeno: alcuni suggeriscono che una proporzione sostanziale di individui che ha contratto la malattia sperimenti i sintomi per lunghi periodi di tempo. I sintomi negli adulti includono affaticamento, mal di testa, dispnea, deterioramento cognitivo, depressione, eruzioni cutanee e disturbi gastrointestinali. Ma per quanto riguarda i bambini gli studi sono ancora estremamente limitati. Tuttavia, gli scienziati stanno iniziando a interessarsi e a condurre ricerche anche su queste fasce di popolazione dato il crescente numero di segnalazioni del fenomeno.

Secondo il medico della bambina, la dottoressa Anna Maria Cavini, "siamo ancora agli inizi a livello internazionale in termini di ricerca sul campo. Stiamo imparando ogni giorno". Cavini professa tuttavia ottimismo per la piccola Sophie: "Anche se la strada del ritorno alla vita quotidiana è ardua e i sintomi restano prolungati, ci sono buone probabilità che (la bambina, ndr) guarisca senza conseguenze". I bambini e gli adolescenti, infatti, sembrano avere una reazione migliore a quella degli adulti anche per quanto riguarda il cosiddetto "long Covid".

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