Venerdì, 30 Luglio 2021
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Niente discoteche e grandi eventi senza vaccino, anche Londra sceglie la linea dura

L'annuncio di Johnson che pensa di allargare il provvedimento anche a stadi e pub: “Non esiteremo se sarà necessario a proteggere la popolazione”. Il provvedimento entrerà in vigore da settembre, quando la dose sarà stata offerta a tutti e non l'avrà quindi ricevuta solo chi l'ha rifiutata

Foto archivio Ansa EPA/VALENTIN FLAURAUD

Chi non ha ricevuto entrambe le dosi di vaccino contro il coronavirus non potrà andare in discoteca o partecipare a grandi eventi al chiuso. Ad annunciare la linea dura nel Regno Unito è stato Boris Johnson, che non ha escluso che il passaporto vaccinale possa essere reso necessario anche per andare allo stadio o al pub un giorno. “Il governo di riserva il diritto di fare tutto quello che è necessario” per proteggere la popolazione britannica, ha detto il premier ieri, durante la conferenza stampa organizzata per il 'giorno della libertà', quando sono state revocate nel Paese tutte le restrizioni dovute alla pandemia.

In vigore da settembre

Il provvedimento entrerà in vigore però da settembre, quando la possibilità di vaccinarsi sarà stata offerta a tutta la popolazione. L'idea di collegare anche l'ingresso a locali o eventi pubblici al fatto di aver avuto le due iniezioni era stata sollevata da tempo, ma Londra ha sempre ribadito di non volere creare disuguaglianze tra i suoi cittadini, visto che non tutti avevano avuto da subito la possibilità di vaccinarsi. Ma a fine settembre ormai la dose sarà stata offerta a tutti e quindi solo quelli che l'hanno rifiutata non l'avranno avuta. A quel punto vaccinarsi quindi non sarà più una questione di possibilità, ma di scelta. "Non voglio dover chiudere le discoteche di nuovo, come hanno fatto altrove, ma vuol dire che queste dovranno essere responsabili e usare il covid pass" per far entrare gli ospiti, ha detto Johnson, spiegando che "entro la fine di settembre, quando tutti gli over 18 avranno avuto la possibilità di vaccinarsi completamente, prevediamo di rendere la vaccinazione condizione necessaria per l'ingresso in discoteca e in altri luoghi affollati".

Appelli alla cautela

Il premier ha rinnovato il proprio appello alla cautela, lanciando in particolare un appello ai gestori dei locali pubblici, riaperti dopo 16 mesi di chiusura. "I locali notturni devono comportarsi in modo socialmente responsabile e utilizzare per gli ingressi il pass Covid del Servizio sanitario nazionale, che mostra l'avvenuta vaccinazione, un test recente negativo o l'immunità naturale", ha suggerito, anche se per ora la cosa non sarà obbligatoria, ma volontaria. Da settembre appunto però le cose cambieranno e il passa sarà obbligatorio e "un test negativo non sarà più sufficiente", servirà la vaccinazione.

Le proteste

L'annuncio ha acceso una rivolta in una parte del partito conservatore, con l'accusa che la misura creerebbe una "società a due livelli". Diversi parlamentari Tory hanno rivendicato di avere i numeri sufficienti in Parlamento per fermare la proposta di introduzione di passaporti vaccinali, e hanno definito l'idea come "non etica". Ma il probabile sostegno del Labour rafforza però la posizione del governo. Un ministro ha detto di non essere “favorevole all'obbligatorietà” perché “i giovani non sono colpiti dal Covid. La politica non è avere zero Covid, ma è quella di ridurre le morti e cercare di non sovraccaricare il Servizio sanitario nazionale”. E visto che “non ci sono molti anziani non vaccinati che vanno in discoteca”, a suo avviso l'idea del pass è sbagliata.

Vaccinata gran parte della popolazione

Nel Regno Unito quasi il 70 per cento degli adulti ha ricevuto entrambe le dosi del vaccino e quasi il 90 almeno la prima. Nel Paese c'è stato un fortissimo aumento dei casi, con circa 40mila nuovi contagi ieri, numeri vicini a quelli dei picchi dello scorso inverno. Ma grazie alle dosi il numero dei morti e delle ospedalizzazioni resta comunque basso e il 60 per cento di coloro che sono finiti in ospedale (al momento i ricoverati sono 4.349) è rappresentato da persone che non hanno ricevuto nemmeno un'iniezione.

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