La “locomotiva” rumena al voto, tra leader in carcere e proteste anti-sistema

Seconda solo a Malta per le previsioni di crescita nel 2020, l’ex Repubblica socialista si prepara alle elezioni presidenziali. L’uscente Klaus Iohannis è in forte vantaggio, ma un ballottaggio con l’anti-sistema Dan Barna avrebbe un esito imprevedibile

Tenterà il colpaccio al primo turno il presidente uscente della Romania, Klaus Iohannis, cercando di superare il 50% dei consensi alle elezioni di domenica, un risultato che gli permetterebbe di evitare l’uno contro uno al ballottaggio con il secondo arrivato. Anche perché il liberal-conservatore già vincitore alle elezioni del 2014 potrebbe trovarsi come sfidante - al posto dell’ex-premier dimissionaria, la socialdemocratica Viorica Dancila - il 44enne Dan Barna, esponente di una formazione europeista, capofila delle battaglie contro la corruzione della classe politica. Con la condanna a 3 anni e 6 mesi inflitta all’ex-presidente del Partito socialdemocratico, Liviu Dragnea, la questione morale è diventata infatti un tema imprescindibile della campagna elettorale rumena.

Timori e speranze

All’Europa non resta che stare a guardare gli sviluppi politici di un Paese considerato un “osservato speciale” per quanto riguarda il rispetto dello Stato di diritto e delle libertà civili. Ma con le ultime previsioni economiche pubblicate dalla Commissione europea, la Romania può ormai considerarsi a pieno titolo la locomotiva della crescita dell’Est Europa, con una previsione di aumento del Pil nel 2020 pari al 3,6%, seconda solo alla piccola economia maltese. Da qui un particolare interesse da parte di Bruxelles perché si metta fine alle dure lotte di potere che hanno caratterizzato la politica di Bucarest negli ultimi anni. 

Il contesto politico 

Le elezioni presidenziali si svolgono infatti in un clima politico teso, con l'ennesimo cambio al Governo, questa volta con un esecutivo centrista di minoranza guidato dal filo-Ue Ludovic Orban, che ha preso il posto della squadra guidata dalla Dancila, sfiduciata dal Parlamento. La rielezione di Iohannis, con Orban al governo, metterebbe fine ai contrasti degli ultimi anni in cui il presidente si è più volte espresso e schierato apertamente contro l’Esecutivo. In particolare, causa degli scontri più forti fu il decreto cosiddetto “salva-corrotti” e di altri tentativi di riforma della giustizia che hanno portato in piazza migliaia di cittadini.

I sondaggi

I sondaggi danno Iohannis al 40% e la Dancila tra il 17 e il 22%, ma senza particolari chance di successo a un secondo turno. Dan Barna, candidato antisistema, è in risalita verso il 19% dei consensi e potrebbe creare qualche problema a Iohannis al secondo turno. Chiude l'attore Mircea Diaconu, dato tra il 7% e il 16%.

Rumeni all'estero

Per i romeni della diaspora è stato previsto un turno di votazioni su tre giorni per consentire a tutti di esprimere la propria preferenza da venerdì a domenica. Il voto all’estero ha un forte valore politico, dal momento che la Romania conta circa 2,5 milioni di abitanti residenti in altri Paesi Ue (oltre un milione dei quali è residente in Italia). Nel 2014, la rabbia dei romeni all'estero che non erano riusciti a votare al primo turno per via delle code ai seggi, portò di fatto a un aumento di consensi per Iohannis che trionfò contro l'allora premier socialdemocratico Victor Ponta, ritenuto responsabile dei disguidi nella fase di votazione.

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