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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Lockdown selettivo e 2G: in Europa sempre più restrizioni per i non vaccinati

Il semi-confinamento austriaco per chi non ha fatto il vaccino è diventato il nuovo modello di lotta alla pandemia. E anche la Svezia prende di mira i no vax

Lockdown. L’anglicismo ormai noto in tutta Europa, compresa la parte del continente meno appassionata allo studio delle lingue straniere, si aggira come uno spettro tra i comitati di esperti e le riunioni di governo. L'Organizzazione mondiale della sanità ha affermato che negli ultimi sette giorni i decessi per coronavirus in Europa sono aumentati del 5 per cento, mentre in tutti gli altri continenti sono rimasti stabili. Il Vecchio Continente si scopre nuovamente il più vulnerabile al Covid come testimoniato dai numeri: su 3,3 milioni di nuove infezioni riportate a livello globale, oltre 2 milioni arrivano dall’Europa. Il vaccino aiuta, ripetono le autorità sanitarie, ma non basta. 

Austria

Ecco allora che tornano le tanto odiate quanto necessarie restrizioni. Il caso di scuola è diventato il provvedimento austriaco: un semi-lockdown per i non vaccinati, ai quali viene consentito di andare al lavoro, ma non al ristorante, dal barbiere, agli eventi sportivi e nei tanto popolari impianti sciistici. Il test negativo non basta, serve la prova di avvenuta vaccinazione. Di qui le code ai centri vaccinali di persone che rischiano una multa fino a 1.450 euro per la violazione delle nuove regole decise da Vienna, decisa a portare su quel tasso di vaccinazione ancora inferiore al 70 per cento. I provvedimenti annunciati la scorsa settimana inizialmente hanno sorpreso diversi governi europei, alcuni dei quali oggi si trovano costretti ad introdurre restrizioni analoghe. 

Germania

Diversi Lander tedeschi, l’equivalente delle regioni, hanno abbandonato la linea morbida che aveva trascinato la Germania agli ultimi posti nella classifica tra i grandi Paesi Ue per tasso di vaccinazione. Oggi in Baviera è entrata in vigore la regola del 2G: nei luoghi dove prima si poteva accedere mostrando un semplice Green pass, ora occorre essere o vaccinati o guariti. Il test negativo è dunque diventato inutile per entrare in ristoranti, bar, cinema e altri locali pubblici. Dopo l’annuncio dell’amministrazione bavarese sono seguiti simili provvedimenti adottati dai governi locali di Turingia, Renania Settentrionale-Vestfalia, Baden Wuerttemberg, Berlino ed Amburgo. Ieri la città di Monaco ha inoltre deciso di annullare i mercatini di Natale per il 2021.

Repubblica ceca

Anche la Repubblica Ceca vieterà l'accesso a eventi e spazi pubblici a rischio alle persone che non sono state vaccinate. Le misure entreranno in vigore lunedì quando “solo le vaccinazioni e la guarigione dal Covid saranno riconosciute” come titolo per accedere ai luoghi sensibili, ha avvertito il premier Andrej Babis. “La gente deve convincersi che il Covid uccide”, ha aggiunto Babis nella speranza di convincere i cittadini a vaccinarsi ed evitare i contatti a rischio.

Irlanda

Alla lista dei Paesi che hanno preso misure d’urgenza per contrastare la quarta ondata si è aggiunta, a sorpresa, anche l’Irlanda. L’isola ha un tasso di vaccinazione tra i più alti d’Europa, ma il governo ha deciso di imporre di nuovo un coprifuoco di bar e ristoranti e di chiedere il ritorno al telelavoro, in seguito a un forte aumento dei nuovi casi di Covid-19. I punti di ristorazione dovranno chiudere entro la mezzanotte a partire da oggi e l'uso del Green Pass verrà esteso a cinema e teatro, ma non a parrucchieri e palestre. Ma Dublino, almeno per il momento, non ha preso alcuna misura selettiva per limitare gli spostamenti dei non vaccinati. 

Svezia

Anche la Svezia ha deciso di introdurre il passaporto vaccinale. Per il momento il documento sarà utilizzato solo per i grandi eventi ma la svolta, nel Paese famoso per il suo approccio ultra liberale riguardo alle restrizioni legate alla pandemia di coronavirus, è comunque indicativa. Il governo ha anche deciso di fare dietro front su una scelta che aveva fatto particolarmente discutere nella nazione, quella di non testare più le persone vaccinate, anche in presenza di sintomi chiari di Covid-19.

"I passaporti vaccinali sono una misura che riteniamo necessaria", ha dichiarato Karin Tegmar Wisell, direttrice generale dell'agenzia per la salute pubblica, nel presentare la misura, sottolineando il fatto che c'è un aumento dei tassi di infezione anche in altre parti d'Europa. “Non possiamo semplicemente rilassarci e sperare per il meglio”, ha aggiunto. Come riporta The Local la misura, che entrerà in vigore a dicembre, non sarà obbligatoria, ma i teatri, le sale concerti e i locali che organizzano eventi con più di cento persone e che non vorranno richiedere una prova di completa vaccinazione (un test negativo e la guarigione non saranno ammesse), potranno lavorare solo con limitazioni al numero di spettatori ammessi e regole di distanziamento sociale.

Ungheria

“Per molte famiglie rischia di essere un Natale molto triste”, ha avvertito l’organizzazione di categoria dei medici ungheresi. “Dobbiamo rallentare l'aumento del numero di pazienti” che ormai ha assunto le caratteristiche di “un'inondazione degli ospedali”. Il conteggio giornaliero dei casi in Ungheria si sta infatti avvicinando al picco di 11.265 raggiunto durante la terza ondata della pandemia in un Paese con quasi nessuna restrizione in atto e dove il tasso di vaccinazione è inferiore alla media dell'Unione europea. Il governo di Budapest non ha ancora reso obbligatorio l'uso della mascherina negli spazi chiusi  - a parte sui mezzi pubblici e negli ospedali - e non ci sono altre restrizioni in atto. Una scelta in netta controtendenza con gli altri Paesi Ue. 

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