Domenica, 1 Agosto 2021
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Il lato positivo dei lockdown: 4mila morti in meno sulle strade

Secondo i dati preliminari di uno studio della Commissione, nel 2020 vi è stato un calo record negli incidenti stradali mortali in tutta l'Ue. In Italia, la riduzione è stata del 25% rispetto al 2019

lunghi lockdown e le limitazioni agli spostamenti decisi nell'Ue per contrastare la pandemia di Covid-19 hanno provocato un calo record delle vittime di incidenti stradali l'anno scorso. Secondo dati preliminari pubblicati dalla Commissione europea, l'anno scorso 18.800 persone hanno perso la vita in incidenti stradali, con una riduzione annua senza precedenti del 17% rispetto al 2019. Rispetto al 2019, nel 2020 i decessi stradali nell'Ue sono diminuiti di circa 4mila unità. In Italia, il calo è stato del 25%, tra i più altri tra i Paesi membri dopo Malta e Bulgaria.

Tutto merito del Covid?

La diminuzione dei volumi di traffico, dovuta alla pandemia di Covid-19, ha avuto un impatto chiaro, anche se "non misurabile", sul numero di decessi a seguito di incidenti stradali. Tuttavia, i dati preliminari degli Stati Uniti indicano ad esempio un netto incremento dei decessi nel 2020, malgrado volumi di traffico inferiori. Anche in alcuni Paesi dell'Ue è stato segnalato in effetti un aumento dei comportamenti a rischio, in particolare dell'eccesso di velocità, durante i periodi di lockdown. A ogni modo, per la commissaria per i Trasporti, Adina Valean, "con circa 4mila morti in meno nel 2020 rispetto al 2019, le strade dell'Ue restano le più sicure al mondo. Siamo comunque ancora lontani dall'obiettivo che ci siamo prefissati per l'ultimo decennio ed è necessaria un'azione comune per evitare un ritorno ai livelli pre-Covid".

Calo storico non ancora sufficiente

Nell'ultimo decennio, tra il 2010 e il 2020, il numero di decessi per incidenti stradali nell'Ue è diminuito del 36%, una percentuale non sufficiente, sottolinea la Commissione a raggiungere l'obiettivo di diminuire del 50% il numero di morti entro questo periodo. Solo la Grecia (54%) ha superato l'obiettivo, seguita da Croazia (44%), Spagna (44%), Portogallo (43%), Italia (42%) e Slovenia (42 %). Complessivamente, nove Stati membri hanno registrato un calo uguale o superiore al 40%. L'andamento senza precedenti del 2020 ha determinato alcuni cambiamenti nella classifica dei tassi di mortalità nei vari Paesi: la Svezia resta il Paese dalle strade più sicure (18 morti per milione di abitanti), mentre la Romania quello con il più alto numero di decessi (85 per milione). La media Ue si è attestata su 42 per milione.

Sempre più ciclisti

Tuttavia, con 42 morti per incidenti stradali per milione di abitanti nell'Ue, l'Europa resta il continente con le strade più sicure. La media mondiale è superiore a 180 morti per milione di abitanti. La bicicletta, sottolinea la Commissione, ha acquisito sempre maggiore popolarità e in tutto il mondo molte città hanno (temporaneamente) riassegnato spazio stradale a ciclisti e pedoni.

Questi sviluppi "incoraggianti - nota la Commissione - possono avere un notevole impatto positivo sulla qualità dell'aria e sui cambiamenti climatici e, nel contempo, generare nuove sfide in materia di sicurezza stradale". In tutta l'Ue, in circa il 70% degli incidenti stradali mortali nelle aree urbane sono coinvolti utenti della strada vulnerabili, tra cui pedoni, motociclisti e ciclisti. La sicurezza stradale costituirà un elemento importante della nuova iniziativa sulla mobilità urbana che la Commissione presenterà entro la fine dell'anno. Due capitali europee, Helsinki e Oslo, hanno raggiunto il traguardo di azzerare la mortalità di pedoni e ciclisti nel 2019, considerando la riduzione della velocità come essenziale per compiere progressi. 

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