"In Italia oltre 600mila morti di Covid già a maggio senza la quarantena"

Lo ha calcolato uno studio pubblicato sulla rivista Nature: negli 11 Paesi europei osservati, in assenza delle misure di lockdown, le vittime sarebbero state almeno 3 milioni

Controlli per il lockdown in Italia, 21 marzo

Le misure di quarantena attuate per far fronte alla pandemia di coronavirus hanno provocato polemiche in Italia come negli altri Stati in cui sono state attuate. Ma se non ci fossero state, i morti, solo nel nostro Paese e alla data del 4 maggio sarebbero stati oltre 600mila, contro i 29mila registrati dalle autorità sanitarie un mese fa. E' quanto calcola uno studio pubblicato sulla rivista Nature dal gruppo dell'Imperial College di Londra guidato da Seth Flaxman e Samir Bhatt. 

Lo studio ha riguardato 11 Paesi europei, tra cui quelli più colpiti come Spagna, Francia e Regno Unito. In questi Stati, senza le misure di lockdown ci sarebbero state almeno 3,1 milioni di vittime in più dovute al Covid-19: 690mila in Francia, 630 mila in Italia, 560mila in Germania, 470mila in Regno Unito e 450mila in Spagna. Ribadiamo che la ricerca fa una previsione fino al 4 maggio. Le vittime, dunque, sarebbero potute essere molto di più, o almeno così sembra suggerire lo studio.

Negli stessi Paesi, i ricercatori dell'Imperial College di Londra stimano che a contrarre il virus, sempre fino a inizio maggio, siano stati tra i 12 e i 15 milioni di individui, pari a una media compresa fra il 3,2% e il 4% della popolazione, con grandi fluttuazioni Paese per Paese. L'Italia si colloca al quarto posto dopo Belgio (8%), Spagna (5,5%) e Gran Bretagna (5,1%) per un totale di oltre 2,7 milioni di persone che hanno contratto il SarCoV2. 

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La stima dei decessi evitati grazie al lockdown deriva dal confronto tra le morti osservate e quelle previste dal modello in assenza di interventi di contenimento e l'indice Rt, che indica il numero di persone che possono essere contagiate da chi ha l'infezione si è ridotto sotto 1, con una decrescita media dell'82%, anche in questo caso con valori variabili a seconda dei Paesi. Secondo gli autori della ricerca una delle limitazioni del modello è nell'assunzione che ogni misura abbia avuto lo stesso effetto in tutti i Paesi, mentre in realtà ci sono state variazioni notevole nel modo in cui sono state applicate. Complessivamente, comunque, il lockdown è stato un successo in tutta l'Europa e ovunque le misure di contenimento adottate nel periodo compreso fra il 2 e il 29 marzo hanno ridotto i livelli di trasmissione del virus SarCoV2 a un livello tale da consentire il controllo dell'epidemia.

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