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Lo Stato paga in ritardo le imprese, Italia deferita alla Corte Ue di giustizia

La decisione di Bruxelles dopo l'apertura della procedura d'infrazione: nel nostro Paese in media servono 100 giorni per effettuare i pagamenti. La legge europea impone un limite massimo di 60

L'Italia è stata deferita alla Corte Ue di giustizia "per il sistematico ritardo con cui le amministrazioni pubbliche italiane effettuano i pagamenti nelle transazioni commerciali". Lo ha annunciato la Commissione europea

La decisione arriva a tre anni dall'apertura della procedura d'infrazione da parte dell'Esecutivo comunitario. Pur riconoscendo gli sforzi fatti dalle autorità italiane per ridurre i tempi, la Commissione rileva che servono ancora 100 giorni in media per effettuare i pagamenti.

"Secondo la direttiva sui ritardi di pagamento - spiega Bruxelles - le amministrazioni pubbliche sono tenute a pagare le merci e i servizi acquistati entro 30 giorni o, in circostanze eccezionali, entro 60 giorni dal ricevimento della fattura. La Commissione attribuisce grande importanza alla questione dei ritardi di pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche, constatata in diversi Stati membri, e persegue una rigorosa politica di applicazione della direttiva in materia”. 

“La puntualità dei pagamenti – prosegue la Commissione - è particolarmente importante per le piccole e medie imprese, che confidano in un flusso di cassa positivo per assicurare la propria gestione finanziaria, la propria competitività e, in molti casi, la propria sopravvivenza".  

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