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EPA/CLEMENS BILAN

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“Lo stallo tedesco rischia di bloccare l'Ue”. L'allarme delle cancellerie europee

A lanciarlo i ministri di Olanda e Austria, ma anche il capogruppo dei popolari al Parlamento, Weber. Che avverte: “La situazione in Germania ritarderà i progressi su molte materie importanti, come l'euro e le politiche migratorie”. E Francoforte perde l'Eba

Lo hanno detto diversi ministri europei. Lo ha confermato il numero uno dei popolari al Parlamento Ue, il tedesco Manfred Weber. Il fallimento dei negoziati per formare quello che sarebbe il quarto governo di Angela Merkel, con i liberali di Fdp che hanno clamorosamente detto no a una coalizione di governo “Giamaica” con Cdu e Verdi, preoccupa (non poco) l'Unione europea. E rischia di trasportare a Bruxelles lo stallo politico inedito che sta vivendo la Germania

Ne è sicuro il ministro delle Finanze austriaco, per esempio, Hans Joerg Schelling: “Il mancato accordo per formare il nuovo governo tedesco sta causando una situazione molto difficile non solo in Germania, ma anche a livello europeo". Gli fa eco il ministro degli Esteri olandesi, Halbe Zilstra: "La Germania è un paese molto influente nell'Eurozona e nell'Ue”, senza un governo con i pieni poteri a Berlino "sarà difficile prendere decisioni importanti" a livello comunitario. Un allarme che  il capogruppo del Ppe nel Parlamento europeo Weber rilancia in modo ancora più netto: “La situazione in Germania ritarderà i progressi nell'Ue su molte materie importanti, come l'euro e le politiche migratorie. L'Europa ha bisogno con urgenza di stabilità. Pertanto, il comportamento dei liberali tedeschi è altamente problematico per l'economia e la politica dell'Europa”.

Le parole di Weber sono doppiamente significative, dal momento che arrivano da quello che viene considerato (non si sa quanto a ragione) l'uomo di Angela Merkel al Parlamento Ue. Sono il segnale di una tensione interna alla politica tedesca mai vista negli ultimi anni (Weber non manca infatti di attaccare anche i “socialdemocratici, sotto Martin Schulz in particolare”, che “devono chiedersi per quale motivo non sono disposti ad assumersi le loro responsabilità”). E sono l'emblema di come il partito della Cancelliera temi che questa fase di crisi interna possa indebolire la Germania a Bruxelles. 

Del resto, in passato, anche altri paesi hanno pagato in Europa l'instabilità politica interna, Italia compresa. E adesso Berlino è preoccupata di eventuali contraccolpi nei rapporti di forza con gli altri Stati membri. Non a caso, sempre Weber ha tenuto a precisare come la Germania resti “un partner affidabile in Europa, anche con un governo in carica per gli affari correnti. Questo è garantito dalla nostra Cancelliera”. 

In questo quadro, ha destato non poco stupore la sconfitta di ieri al Consiglio Ue della candidatura di Francoforte a ospitare la sede dell'Agenzia bancaria europea, l'Eba: la città tedesca, forte anche della presenza della Bce, sembrava destinata a una facile vittoria. Ma alla fine a trionfare è stata Parigi. Come dire: Macron batte Merkel.

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