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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Attualità Lituania

Mille euro a ogni migrante per convincerlo a tornare nel proprio Paese. Il piano della Lituania

Rimpatriate quasi 100 persone, arrivate a novembre attraverso il confine della Bielorussia. I soldi versati una volta in volo

Pagati per andarsene. La mossa della Lituania per “liberarsi” dei migranti iracheni ha un prezzo: mille euro per ogni persona che torna in Iraq. Si tratta di migranti che sono arrivati dalla Bielorussia, che sarebbero stati spinti dal governo di Alexander Lukashenko, come forma di rappresaglia contro le sanzioni volute dall'Unione europea. La crisi va avanti da mesi, e si era aggravata lo scorso novembre, quando sono entrate illegalmente in Europa migliaia di persone. Da quel momento, Vilnius ha espulso oltre 500 migranti arrivati dal territorio confinante ma nei centri per i profughi restano comunque oltre 3mila persone, il cui sostentamento ha un costo sul lungo termine che la Lituania non intende sostenere.

Offrire loro mille euro a persona, come incentivo a partire, è apparso più conveniente, come sottolinea Agnè Bilotaite, ministro dell'Interno del Paese: "Il costo base per mantenere un migrante è di 11mila euro, ovviamente per noi è molto più redditizio offrire un benefit, acquistare un biglietto o organizzare un volo e quindi avere meno sfide e altri problemi". I soldi vengono versati dopo l'imbarco su un volo charter che parte da Vilnius ed è destinato a rimpatriare i migranti ad Erbil. “Queste persone sono cadute nell'inganno del regime antidemocratico in Bielorussia. Capiamo che il flusso di migrazione irregolare può riprendere in qualsiasi momento, quindi insieme ai nostri partner nell'Ue, stiamo facendo ogni sforzo per chiudere il percorso della migrazione irregolare verso l'Europa", ha detto il ministro degli Esteri Gabrielius Landsbergis.

Durante il volo verso l'Iraq, organizzato e coordinato dal Servizio delle guardie di frontiera, i migranti sono stati accompagnati da ufficiali delle guardie di frontiera e da interpreti. I primi tentativi di rimpatrio “finanziato” erano falliti. A seguito di una serie di missioni consolari in Iraq, la Lituania ha aumentato l'offerta. “La decisione di triplicare l'indennizzo statale per i migranti che ritornano ha dato i suoi frutti e possiamo già vedere il risultato", ha precisato Agnè Bilotaite. Il pagamento di mille euro avverrà una tantum, e sarà valido fino al 20 gennaio 2022 e si applicherà solo ai migranti irregolari che attualmente soggiornano in Lituania. La maggior parte di questi versamenti sono finanziati dall'assistenza della Commissione europea per la gestione della crisi migratoria.

Negli ultimi mesi, migliaia di migranti, in gran parte dal Medio Oriente, hanno tentato di raggiungere Paesi dell'Ue come la Polonia e gli Stati baltici attraversando il confine con la Bielorussia. L'Ue ha accusato Lukashenko di far volare venire i rifugiati provenienti da regioni di crisi al fine di trasportarli ai confini con l'Unione dove sono incoraggiati ad attraversare irregolarmente la frontiera. La Lituania è stata uno dei principali obiettivi di questa operazione, con quasi 4.200 rifugiati che hanno attraversato illegalmente il confine per richiedere asilo in Ue. Le autorità hanno risposto aumentando la sicurezza ed erigendo una recinzione lunga centinaia di chilometri. Le guardie di frontiera lituane respingono persone dall'agosto 2021, con quelli che sono arrivati in precedenza che sono stati rinchiusi in cinque campi di accoglienza, che attualmente ospitano 3.166 persone.

Il governo di Varsavia ha parlato più volte di "un attacco organizzato ai nostri confini", mentre Bruxelles e la Nato hanno definito la crisi migratoria “artificiale” e creata ad arte da Lukashenko come rappresaglia per le sanzioni contro il Paese, sanzioni che però sono state intensificate ancora una volta.

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