“Liste transnazionali, no grazie”. Lo schiaffo del Parlamento Ue a Macron e Renzi

L'idea lanciata dall'Italia e sostenuta dalla Francia è stata bocciata a larga maggioranza dall'assemblea di Strasburgo. Decisivi i voti del Ppe, il gruppo politico della cancelliera tedesca Angela Merkel

ANSA/UFFICIO STAMPA PD

Non ci saranno delle liste transnazionali alle prossime elezioni europee del 2019. La proposta di creare un'unica circoscrizione per tutti i 27 paesi membri per eleggere i 46 seggi che rimarrano vuoti dopo la Brexit, lanciata dal governo italiano e sostenuta dalla Francia, è stata bocciata a larga maggioranza dal Parlamento europeo. Un vero e proprio schiaffo al presidente transalpino Emmanuel Macron e al segretario del Pd Matteo Renzi, i due personaggi politici che più si erano esposti su questo progetto. 

Il no di Strasburgo

Con 368 voti a favore, 217 contrari e 34 astensioni, Strasburgo ha detto no. E tra i contrari emergono soprattutto i voti del Ppe, il gruppo politico di Forza Italia, ma soprattutto della cancelliera tedesca Angela Merkel. Sarà stata una coincidenza, ma proprio nel giorno in cui a Berlino la cancelliera riusciva a chiudere l'accordo con i socialdemocratici per la formazione del nuovo governo, e chiudere cosi' un lungo periodo di incertezza politica che aveva avuto riflessi anche in Europa, a Strasburgo è arrivato un doppio stop a Macron. 

Il futuro presidente della Commissione

Oltre alla bocciatura delle liste transnazionali, infatti, il Parlamento Ue ha chiarito la sua posizione sulla modalità di scelta del prossimo presidente della Commissione Ue: per Strasburgo, il futuro capo dell'Esecutivo comunitario dovrà essere il candidato espresso dal partito politico europeo che avrà ottenuto più voti alle europee del 2019. Il metodo è quello dello Spitzenkandidat, utilizzato nel 2014 e che il presidente Macron avrebbe voluto mandare in soffitta. Ma il Parlamento Ue, a cui spetta l'ultima parola sulla nomina del presidente della Commissione, ha detto oggi che non darà il suo ok a un presidente che non sarà espressio di questo metodo. 

Il partito europeo di Macron

Per Macron, che a detta di molti ha cercato di approfittare del momento di instabilità politica in Germania per estendere la sua influenza in Europa, si tratta di una chiara battuta d'arresto. Il progetto del presidente francese è di creare una nuova forza politica europea capace di unire liberali, ex socialisti ed ex popolari, dal Pd di Renzi a Ciudadanos in Spagna. E di fare concorrenza al Ppe, il gruppo politico più forte a livello Ue, nella scelta del successore di Jean-Claude Juncker. Le liste transnazionali e il no al metodo dello Spitzenkandidat sono stati visti a Bruxelles (e a Berlino) come funzionali a questo progetto. E forse proprio per questo, il Ppe ha remato in senso opposto. 

Anche il governo italiano ingoia un boccone amaro. Non l'Italia, visto che Forza Italia e Lega si sono opposti alle liste transnazionali: “Rendere più democratiche e veramente europee le elezioni al Parlamento europeo. E' questo il vero tema che abbiamo posto con forza, che resta sul tavolo, che rimane valido e su cui continueremo a lavorare in futuro", ha detto il sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi.
 

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