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L'incontro a Parigi tra Haftar e Al Sarraj

L'incontro a Parigi tra Haftar e Al Sarraj

Migranti, la Libia (di Haftar) avverte l'Italia: "La smetta di trattarci come ex colonia"

L'autoproclamato Esercito nazionale libico, che si oppone al governo di Al Sarraj sostenuto da Roma, manda un messaggio anche all'Ue: "Se vuole che il nostro Paese protegga le frontiere dai migranti illegali, l'Europa si assuma sue responsabilità"

L'autoproclamato Esercito nazionale libico (Libyan National Army, Lna) del generale Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica, avverte il governo di Roma di "non trattare la Libia come una ex colonia". A dirlo è stato Ahmed al Mismari, portavoce dell'Lna, al seminario "La Libia e le sfide della sicurezza nazionale" tenuto ieri al Cairo, in Egitto. A riferirlo è l'Agenzia Nova.

Il nodo elezioni

Le parole di al Mismari arrivano in un momento delicato per i futuri assetti politici nel Paese africano, diviso al suo interno in diverse fazioni, tra cui quella del governo di unità nazionale di Al Serraj e quella per l'appunto della Lna di Haftar. Assetti politici che sono strettamente legati alla ricerca da parte dell'Ue di una soluzione alla questione migranti che sta dividendo sempre più l'Europa. Il presidente francese Emmanuel Macron spinge affinché il prossimo 10 dicembre si svolgano delle elezioni nel Paese. L'Italia, per voce della ministra della Difesa Trenta, chiede invece che il voto arrivi solo dopo una pacificazione della situazione politica, o almeno dopo la Conferenza di Roma convocata dal governo Giuseppe Conte, che proprio in questo ore ha chiesto l'appoggio agli Usa di Donald Trump

Il derby con la Francia

Che in atto ci sia una sorta di derby europeo tra Francia e Italia non è certo materia da retroscena. Lo fa capire lo stesso al Mismari: "Il ruolo italiano è apparso in competizione con quello francese: abbiamo avuto la conferenza di Parigi (tenuta il 29 maggio scorso) e ora abbiamo l'Italia che organizza una conferenza a Roma, ma non sappiamo quali fazioni saranno rappresentate. Se ci lasciassero fare da soli, risolveremmo i nostri problemi". Al Mismari ha aggiunto: "Non conosciamo con precisione le intenzioni italiane nei confronti del comandante in capo dell'Lna (Haftar). Sono state pronunciate delle parole, ma le azioni vanno in un'altra direzione. L'Italia dovrebbe smettere di trattare con la Libia come una ex colonia".

I migranti e l'Ue

Al Mismari ha lanciato un messaggio anche all'Ue: "Se l'Europa vuole che la Libia protegga le sue frontiere dai migranti illegali, allora deve assumersi le sue responsabilità, come fece con gli accordi firmati con la Commissione europea nel 2007 dall'allora Jamahiriya di Muammar Gheddafi". Il riferimento di Al Misamri, scrive l'Agenzia Nova, è al memorandum d'intesa firmato il 24 luglio del 2007 dalla Commissione europea e dalla Libia di Muammar Gheddafi che prevedeva, tra le altre cose, l'istituzione di un sistema di sorveglianza integrato lungo le frontiere terrestri libiche, con particolare attenzione alle aree soggette a flussi migratori irregolari.

"Abbiamo un accordo firmato nel 2007 con l'Unione europea rappresentata dall'Italia", ha detto il portavoce delle forze della Cirenaica. "Se l'Europa non vuole l'immigrazione illegale e non intende rafforzare l'Lna, allora dovrebbe attuare un piano B. Gli Stati membri dell'Ue hanno ambasciate in tutti i paesi africani: perché non concedono i visti agli africani, invece di piangere per le morti nel Mediterraneo?", si è chiesto infine Al Mismari.

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