Libia, niente blocco navale Ue "per non salvare qualche migrante"

Il duro atto di accusa del ministro lussemburghese Jean Asselborn dopo l'annuncio della mancata intesa tra gli Stati membri sulla missione militare Sophia. Che mira a far rispettare l'embargo sulle armi a Tripoli, ma che per l'Austria favorirebbe l'immigrazione cladenstina

Il premier austriaco Sebastian Kurz

Niente blocco navale dell'Ue per fermare l'invio di armi in Libia da parte, tra gli altri, di Turchia e Russia. La misura, caldeggiata dall'Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell, non ha trovato ancora l'intesa degli Stati membri, in particolare per l'opposizione dell'Austria, che vede nella missione un potenziale fattore attrattivo per l'immigrazione clandestina. Il blocco, infatti, verrebbe attuato con il ritorno della navi militari nel Mediterraneo nell'ambito dell'operazione Sophia. Operazione di fatto fermata nel marzo 2019 dall'Italia con l'allora ministro degli Interni, Matteo Salvini, sotto la scorta di tesi simili a quelle di Vienna.

Non è chiaro se i migranti siano una scusa o meno per evitare un'operazione militare sotto l'egida Ue dinanzi alle coste libiche. Lo stesso Borrell ha di recente presentato dei dati che dimostrerebbero come gli eventuali salvataggi dei barconi in fuga dal Paese nordafricano (dove di fatto è in corso da tempo una guerra civile) non costituiscano un fattore di attrazione per i trafficanti di esseri umani. Che è poi più o meno l'accusa rivolta da parte della destra europea alle navi delle ong. Inoltre, sempre Borrell ha spiegato che l'operazione Sophia potrebbe venire spostata più a est, ossia lontana dalle rotte classiche dei barconi, quelle del Mediterraneo centrale.  

Sta di fatto che il no del premier austriaco Sebastian Kurz non sembra voler ascoltare le rassicurazioni dei vertici Ue. Un atteggiamento che ha fatto infuriare il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, già noto alle nostre latitudini per uno scontro pubblico con Salvini nel settembre 2018: "Sarebbe grave rinunciare all'operazione Sophia per evitare di salvare qualche migrante in mare", ha detto Asselborn nel corso di una riunione dei ministri Ue a Bruxelles incentrata sulla Libia. "Il processo politico di Berlino (ossia l'accordo per una tregua in Libia, ndr) - aggiunge Asselborn - non vale granché senza che si sorvegli il rispetto dell'embargo all'importazione di armi e sulle truppe che sono dispiegate nel Paese. E' per questo che bisogna sorvegliare il mare. E' un obbligo europeo, e sottolineo europeo. Penso che alla fine nessun Paese europeo si opporrà. Bisogna che ciascun Paese dell'Ue onori le sue responsabilità".

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Intanto, la situazione in Libia è sempre più critica. "Ho ricevuto la lettera del rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, che dice che il cessate il fuoco non c'è ancora, l'embargo delle armi viene violato, i combattimenti continuano", ha detto Borrell. Inoltre, "lo stop al petrolio sta indebolendo il Paese", facendogli perdere "60 milioni di dollari al giorno".

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